• 12 FEB 19
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    Screening tumori: quali sono e a cosa servono

    Screening tumori: quali sono e a cosa servono

    programmi di screening in Italia attualmente prevedono che tutte le donne tra i 50 e i 69 anni ricevano ogni due anni una lettera d’invito dalla Asl a eseguire la mammografia. In diverse Regioni viene offerta la mammografia anche alle fasce d’età 45-49 anni (ogni anno) e 70-74 anni (ogni due anni). Inoltre, tutti i cittadini fra i 50 e i 70 avrebbero diritto, sempre ogni due anni, a fare il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Infine, dovrebbe venire offerto ogni tre anni a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni il Pap test, che negli ultimi anni viene progressivamente sostituito dall’esame che va alla ricerca del Papillomavirus (Hpv), più efficace e da ripetere ogni cinque anni.

    Lo screening protegge dai tumori più frequenti

    Gli screening offrono protezione contro alcuni dei tipi di cancro più frequenti, mentre per altre patologie si stanno ancora cercando strategie efficaci per la diagnosi precoce. Per il carcinoma alla prostata, ad esempio, si è studiato a lungo il test del Psa, che oggi non viene consigliato a tappeto a tutti gli uomini perché rischia di portare a un eccesso di diagnosi e di conseguenti trattamenti. Numerose sperimentazioni sono state fatte anche sull’uso della TC spirale come strumento di diagnosi precoce per chi è a rischio di tumore ai polmoni, che è però indispensabile abbinare a esami complementari.

    C’è chi dice no

    L’invito agli screening oncologici può salvare la vita, ma c’è ancora chi, soprattutto al Sud, lo rifiuta. I motivi principali  sono il timore di scoprire d’essere malati, la pigrizia e la mancanza di tempo. Con i controlli e la diagnosi precoce però potrebbero essere evitati un terzo dei casi di tumore. Stando ai conti fatti dall’Ons, fare regolarmente la mammografia riduce il rischio di conseguenze gravi per tumore della mammella fino al 40%. Eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci (Sof) diminuisce del 20% il pericolo di ammalarsi di carcinoma colorettale e del 40% quello di morirne. Ed effettuare il Pap test fa calare del 60-70% la probabilità di un cancro della cervice, e con il test per la ricerca dell’Hpv questa protezione cresce ulteriormente.

    L’importanza della diagnosi precoce

    Sebbene i tumori siano fra le malattie che incutono più paura, in media solo il 55% delle italiane invitate a fare la mammografia accetta l’invito e l’adesione ai controlli per carcinoma cervicale e colorettale si aggira intorno al 40%. I casi di cancro sono in aumento in tutto il mondo e anche in Italia, ma anche le guarigioni sono in crescita. La diagnosi precoce è strettamente collegata a migliori probabilità di sopravvivenza, ma ancora troppe persone non sfruttano la possibilità che viene loro offerta dal Servizio sanitario nazionale. Per questo migliorare l’adesione ai programmi di screening e prevenzione dev’essere una priorità.

    Fonte: corriere.it

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