• 22 APR 19
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    Cattiva digestione, le cause più comuni

    Cattiva digestione, le cause più comuni

    Cattiva digestione, gonfiore, eruttazione, acidità e bruciore di stomaco possono avere motivi e soluzioni diverse. Trovare la causa è fondamentale per stabilire la terapia e tornare a star bene. Ecco cosa è importante sapere sui principali problemi del “dopo pasto”.

    Bruciore e acidità

    La causa potrebbe essere il reflusso gastroesofageo, oppure una gastrite con o senza infezione da Helicobacter pylori. In base alla storia clinica lo specialista valuterà la necessità di eseguire la gastroscopia. Per rimediare ai sintomi, il medico potrebbe consigliare di seguire per almeno 2 settimane una dieta priva di caffè, sughi di pomodori, fritti e cioccolato. Sono utili gli antiacidi (farmaci da banco) e gli inibitori della pompa protonica, che vanno però prescritti dal medico curante o dallo specialista.

    Tachicardia dopo cena

    Se le cause cardiologiche sono escluse dallo specialista e dagli esami appropriati, è possibile pensare al reflusso gastroesofageo, associato o meno alla presenza di un’ernia jatale (protrusione dello stomaco in esofago) come causa dei sintomi. In questo caso è necessario innanzitutto rivolgersi allo specialista cardiologo e, se tutto è nella norma, seguire un percorso diagnostico gastroenterologico.

    Gastrite e difficoltà di digestione

    In presenza di un’infiammazione dello stomaco (gastrite), le verdure crude o filamentose possono diventare difficilmente digeribili. In questi casi, è meglio dare la precedenza alle verdure bollite o, meglio ancora, frullate.

    Diverticoli: attenzione ai cibi integrali

    In caso di malattia diverticolare, è consigliato il consumo moderato di farine non raffinate in quanto possono peggiorare i sintomi di meteorismo e di gonfiore addominale. Infatti, spesso, alla base di questa malattia, vi è la sindrome dell’intestino irritabile che mal tollera cibi “troppo scuri”. Quindi, consumarli sì ma non in grande quantità e comunque con tanta acqua.

    Aerofagia e gonfiore allo stomaco

    Anche in questo caso, è necessario tenere sotto controllo la gastrite ed eventualmente rivolgersi allo specialista, che deciderà se fare esami più approfonditi sui sintomi legati alla digestione.

    Digestione lenta

    Il problema può essere dovuto alla colecisti (cistifellea). La colecisti svolge un ruolo importante per la digestione e, se ci sono alterazioni come la bile densa (il cosiddetto fango biliare) o calcoli, si possono verificare i sintomi di pesantezza dopo i pasti e digestione molto lenta. In presenza di questi segnali, il medico può consigliare di sottoporsi a un’ecografia addominale completa.

    Intolleranze alimentari

    Per scoprire se la cattiva digestione dipende dalle intolleranze alimentari, i test possono essere d’aiuto. L’importante è che non ci sia il “fai-da-te” del paziente che, non sapendo interpretare i risultati dei test, tende a eliminare inutilmente troppi alimenti. Gli esperti consigliano di tenere un diario alimentare con riportato il tipo di alimento e i sintomi che ne possono derivare e rivolgersi quindi a uno specialista in nutrizione che sappia consigliare se è necessario eseguire approfondimenti diagnostici.

    Celiachia: diagnosi con esami ematici

    La malattia celiaca è sempre più diagnosticata, anche negli adulti è può essere individuata con dei semplici esami del sangue. Se questi risultano alterati, il curante o lo specialista possono inviare il paziente alla gastroscopia con biopsie duodenali per una conferma istologica di malattia. Oltre ai disturbi della digestione, non bisogna mai sottovalutare alcuni sintomi “atipici” come la carenza di ferro, dermatiti, aborti spontanei, alterazioni tiroidee e sintomi neurologici, perché possono essere la spia di una malattia celiaca non ancora diagnosticata.

    Fonte: corriere.it

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