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    Cibo e tumori: le verità scientifiche (1 parte)

    Cibo e tumori: le verità scientifiche (1 parte)

    Cucina, diete e alimentazione occupano ampi spazi nella nostra vita, eppure le malattie legate alla cattiva nutrizione sono in aumento, insieme ai falsi miti sui «supercibi» protettivi per la salute o, al contrario, sulle sostanze ritenute cancerogene. Le stime più recenti indicano che una dieta inadeguata e il peso eccessivo possono causare patologie anche molto gravi, come malattie cardiovascolari e, in misura minore, tumori, diabete e patologie renali. Qui è possibile scoprire il parere degli esperti su altri alimenti.

    Mangiare bene per prevenire i tumori

    Esiste una precisa relazione tra dieta e malattie cardiovascolari o tumori. Con la giusta alimentazione, infatti, è possibile prevenire almeno il 30% delle neoplasie e se in Italia è la dieta mediterranea ad essere un valido strumento a favore di longevità e salute, esistono altri regimi alimentari, nel mondo, che costituiscono un modello nutrizionale altrettanto efficace. Quel che è certo è che non esistono cibi miracolosi, né diete salvavita: l’alimentazione corretta deve essere inserita in una strategia generale sugli stili di vita che includa l’attività fisica e l’abolizione del fumo.

    Non esistono cibi miracolosi o nocivi

    I dati scientifici per dire se un alimento fa bene o fa male non mancano, anche se in molti casi la relazione tra cibo e salute e talmente complessa che neppure gli esperti riescono a dare una risposta definitiva. Al momento, l’unica cosa certa certa è che non esistono cibi che in assoluto fanno bene o fanno male. Le variabili in gioco sono moltissime e ciascuna deve essere presa in considerazione prima di arrivare al giudizio finale.

    La carne rossa e i salumi

    Sulla cancerogenicità della carne, in particolare quella rossa e quella lavorata (insaccati e salumi), si è scatenato un ampio dibattito in seguito alla pubblicazione nel 2015 dei risultati di un’analisi svolta dagli esperti della International Agency for Cancer Research (IARC) di Lione. L’esistenza di un legame tra consumo di carne rossa e rischio di sviluppare tumori (in particolare del colon-retto), può per essere facilmente frainteso, perché non indica quanto una determinata sostanza faccia salire il pericolo, ma spiega piuttosto quanto gli esperti siano certi del legame tra la sostanza e il pericolo di sviluppare la malattia nell’uomo.

    Il tipo di cottura 

    I dati sul legame tra consumo di carne e cancro non devono indurci ad avere paura di una bistecca, ma devono piuttosto farci riflettere su quanta e quale carne consumiamo. Del resto gli esperti non dicono di eliminare del tutto questi alimenti, ma piuttosto di limitarne il consumo al di sotto di tre porzioni a settimana per le carni rosse e di assumere quantità minime di carne lavorata. Anche la cottura però gioca un ruolo importante nel determinare i rischi per la salute legati al consumo di carne. Grigliate, barbecue e altri tipi di cottura che espongono i cibi a temperature molto elevate generano la produzione di composti chimici che aumentano il rischio di tumori. Sarebbe meglio, quindi, optare per metodi di cottura più sani, come al vapore o al forno.

    Il pesce

    Tradizionalmente il pesce è visto come un alimento amico della salute e i dati scientifici confermano in larga misura questa convinzione, anche se non dimostrano in modo definitivo che possa difendere dal cancro. È certo, però, che sia ricco di molti nutrienti importanti per il benessere dell’organismo con le sue proteine di alta qualità, le vitamine, i minerali e soprattutto i grassi Omega-3, in grado di ridurre l’infiammazione dei vasi sanguigni, i livelli di trigliceridi e la pressione sanguigna. L’autorità europea per la sicurezza alimentare, però, raccomanda di fare attenzione ai livelli di mercurio, presenti soprattutto nei pesci di grandi dimensioni, per le donne in età fertile e i bambini fino ai 10 anni di età.

    I latticini

    Il presunto legame tra latte e latticini e aumento del rischio di tumori si basa soprattutto sul contenuto di grassi saturi e calcio in questi alimenti. D’altro canto, latte, formaggio a basso contenuto di grasso, latticini e diete ricche di calcio avrebbero un effetto protettivo contro il tumore del colon-retto e, con minor grado di certezza, contro quello del seno nelle donne in post-menopausa. Nel complesso, quindi, il consumo nelle quantità previste dalle linee guida (1-3 porzioni giornaliere da 125 ml. per latte e yogurt e 1-2 settimanali da 100 g. di formaggio fresco o 50 g. di formaggio stagionato alla settimana) non sembra avere effetti marcati sulla salute globale.

    I cereali

    I cereali e derivati sono sempre stati nella nutrizione italiana la fonte principale di carboidrati. In una dieta equilibrata dovrebbero rappresentare il 45-60% delle calorie introdotte ed è importante ricordare che gli zuccheri semplici (saccarosio, fruttosio, lattosio) non dovrebbero superare il 15%. Pane e pasta non sono quindi dannosi di per sé, ma lo diventano se si scelgono sempre e solo prodotti raffinati (“bianchi”) o se si esagera con le quantità. In questi casi infatti si rischia di aumentare troppo il peso corporeo, fattore di rischio per lo sviluppo di molti tumori oltre che di malattie cardiovascolari e diabete. Inoltre, scegliendo alimenti raffinati si perdono vitamine, minerali, acidi grassi essenziali e fibre che rappresentano la vera ricchezza dei cereali in termini di prevenzione di numerose patologie.

    Fonte: corriere.it

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