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    Vaccino antinfluenzale: sfatiamo i falsi miti

    Vaccino antinfluenzale: sfatiamo i falsi miti

    In base alle previsioni statistiche, l’influenza potrebbe colpire circa 5milioni di italiani. I virus, quest’anno di media intensità, con ogni probabilità saranno l’AHN1 e quello B. Un’efficace forma di prevenzione nei confronti di questa malattia, che può provocare complicazioni anche gravi nei soggetti al di sopra dei 65 anni e con patologie croniche pregresse, rimane il vaccino. I CDC – Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie – raccomandano una vaccinazione annuale a partire dai sei mesi di vita in su. Eppure questa profilassi è ammantata di pregiudizi. Ecco quali sono i più comuni e come possono essere smentiti.

    Il vaccino antinfluenzale non è molto efficace

    Se è pur vero che la sua efficacia non si attesta al 100% – essa varia ogni anno a seconda di come gli scienziati riescono a prevedere il tipo di ceppo che sarà in circolazione – il vaccino può non solo prevenire il rischio di ammalarsi, ma è in grado di ridurre significativamente la gravità e la durata dei sintomi. Un altro beneficio importante è senza dubbio il dimezzamento dei casi di ospedalizzazione.

    Si può prevenire l’influenza in modo naturale

    Integratori e vitamine forniscono un valido aiuto al rafforzamento del sistema immunitario, tuttavia non possono prevenire l’influenza. È buona cosa adottare alcuni accorgimenti, come lavarsi le mani in maniera accurata ed evitare la frequentazione di luoghi molto affollati. Ma il vaccino rimane la soluzione migliore.

    Il vaccino provoca l’influenza

    Il vaccino non può provocare l’influenza poiché rilascia un virus inattivo che viene registrato dal corpo in questo modo. A volte, dopo l’inoculazione, si possono verificare lievi effetti collaterali come indolenzimento e torpore, ma essi non sono spia della malattia.

    Non è necessario vaccinarsi se c’è abbastanza gente che lo fa

    In realtà non sono in molti a sottoporsi a tale pratica profilattica. Lo scorso anno solo il 59% dei bambini e il 43% degli adulti ha ricevuto il vaccino. L’immunità di gruppo si raggiunge quando la percentuale sale al 90%. Eppure anche nel caso in cui tutti fossero vaccinati, ci sarebbe ugualmente il rischio di contrarre l’influenza in quanto i virus cambiano continuamente.

    I soggetti sani non necessitano di vaccinarsi

    Non solo i soggetti sani possono ammalarsi esattamente come chi è affetto da patologie pregresse, ma non vaccinandosi metterebbero in serio pericolo la vita di questi ultimi. Si pensi per esempio agli anziani, i cui tempi di recupero sono lenti e accidentati. Mantenersi in forma e alimentarsi correttamente può di certo arrecare giovamento, ma solo la vaccinazione scongiura il pericolo di ricoveri e di gravi conseguenze.

    Fonte: ilgiornale.it

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