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    Fuori fase per il fuso

    Fuori fase per il fuso

    Il jet lag (disritmia, discronia o disincronosi circadiana) è un disturbo del sonno temporaneo che può colpire chiunque attraversi in poco tempo diversi fusi orari.

    La traduzione di “Jet lag” (scritto anche come Jetlag e Jet-lag) è letteralmente “sfasamento da aereo” (lag = sfasamento, ritardo e Jet = aereo a jet), l’equivalente in italiano invece è: “sindrome da fuso orario” o “mal di fuso”.

    Il jet lag è causato dall’alterazione dell’orologio interno dell’organismo, cioè dei ritmi circadiani che dicono all’organismo quand’è il momento di stare svegli oppure di dormire.
    Maggiore è il numero dei fusi orari attraversati, maggiore è la probabilità di soffrire di jet lag.

    Il jet lag può causare:

    • affaticamento durante la giornata
    • senso di malessere
    • difficoltà nel rimanere vigili
    • problemi gastrointestinali

    Il jet lag è un disturbo temporaneo, ma può rovinare le vacanze od i viaggi di lavoro: fortunatamente esistono alcuni accorgimenti per prevenirlo o per minimizzarne gli effetti.

    Alterazione dei ritmi circadiani

    Il jet lag può verificarsi ogni volta che si attraversano due o più fusi orari: attraversando diversi fusi orari l’orologio interno finisce per non essere sincronizzato con l’ora della località di destinazione.

    Ad esempio, volando da Parigi a New York, si perdono sei ore: questo significa che, se si parte da New York alle 4 di pomeriggio del martedì, si arriva a Parigi alle 7 di mattina del mercoledì. Secondo l’orologio interno, però, continua a essere l’una di notte, quindi l’organismo del viaggiatore si prepara ad andare a dormire, proprio mentre i francesi si stanno svegliando. L’organismo impiega alcuni giorni per adeguarsi, quindi il ritmo sonno-veglia, come diverse altre funzioni (la fame, le abitudini intestinali), rimane sballato rispetto alla località di destinazione.

    L’influenza della luce del sole

    Jet lag e luce solareIl nostro orologio interno è profondamente influenzato dalla luce del sole. La ghiandola pineale, cioè la zona del cervello che regola i ritmi circadiani, reagisce al buio e alla luce. Alcune cellule specializzate della retina (il tessuto nella parte posteriore dell’occhio) trasmettono l’informazione che fuori c’è luce a una zona dell’ipotalamo (parte del cervello). Il segnale viene poi trasmesso alla ghiandola pineale.

    Di notte la ghiandola pineale rilascia la melatonina, cioè l’ormone che favorisce il sonno. Durante il giorno, viene prodotta una quantità molto bassa di melatonina: quindi chi viaggia si può adattare meglio al nuovo fuso orario se si espone alla luce del sole nella località di destinazione.

    Atmosfera pressurizzata sull’aereo

    Alcune ricerche suggeriscono che i cambiamenti della pressione in cabina durante i viaggi aerei potrebbero favorire la comparsa di alcuni sintomi del jet lag, indipendentemente dal fatto che si cambi fuso orario.

    Nel luglio 2007 una ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine ha dimostrato che, simulando un viaggio aereo in una cabina pressurizzata equivalente a un’altitudine tra 7.000 e 8.000 piedi, i pazienti presentavano i sintomi del mal d’altitudine (sensazione di malessere generale), malessere muscolare e affaticamento. Inoltre nella maggior parte degli aerei circola aria molto secca, che può favorire la disidratazione. La disidratazione lieve, a sua volta, può far aumentare il senso di malessere, il mal di testa e il disagio agli occhi e al naso.

    Fattori di rischio

    Tra i fattori che fanno aumentare il rischio di soffrire di jet lag ricordiamo:

    • Numero di fusi orari attraversati.
      All’aumentare dei fusi orari attraversati, aumenta il rischio di avvertire il jet lag.
    • Viaggiare diretti a est.
      Probabilmente troverete che è più difficile viaggiare verso est (tornando a casa dagli Stati Uniti, per esempio), perché si “perdono” ore, anziché verso ovest, quando si guadagnano ore.
    • Volare spesso.
      I piloti, le hostess e chi viaggia per lavoro hanno maggiori probabilità di soffrire di jet lag.
    • Età avanzata.
      Gli anziani probabilmente impiegano più tempo per riprendersi dal jet lag rispetto ai giovani.
      Sintomi

     

    I sintomi del jet lag sono di intensità variabile, il paziente può soffrire un solo sintomo oppure diversi.
    disturbi jet lagTra i sintomi del jet lag possiamo avere:

    • disturbi del sonno (insonnia, sveglia alla mattina presto o sonnolenza eccessiva),
    • Affaticamento nel corso della giornata,
    • Difficoltà a concentrarsi o a svolgere le normali attività,
    • Problemi di stomaco, costipazione o diarrea,
    • Sensazione di malessere generale,
    • Muscoli doloranti,
    • Sintomi mestruali.

     

     

     

    I sintomi del jet lag di solito si verificano dopo un giorno o due di viaggio quando si attraversano almeno due fusi orari; di norma sono peggiori o durano di più all’aumentare del numero di fusi orari attraversati, soprattutto se si viaggia diretti verso est.

    Si stima che, per ogni fuso orario attraversato, ci voglia almeno un giorno per riprendersi dal jet lag.

    Prevenzione

    Per prevenire il jet lag o diminuirne gli effetti si possono seguire alcuni semplici consigli:

    • Arrivate in anticipo
      Se avete una riunione, una conferenza importante o un appuntamento per cui dovete essere al massimo della forma, cercate di arrivare con alcuni giorni d’anticipo per dare al vostro organismo la possibilità di adattarsi.
    • Riposatevi molto prima del viaggio
      Partire con il sonno arretrato peggiora gli effetti del jet lag.
    • Modificate gradualmente i vostri orari prima di partire
      Se dovete fare un viaggio diretti a est, cercate di andare a letto un’ora prima ogni notte, per alcuni giorni prima della partenza. Andate invece a dormire un’ora più tardi per diverse notti, se siete diretti a ovest. Se possibile, cercate di mangiare in orari simili a quelli in cui mangerete una volta arrivati a destinazione.
    • Adattate l’esposizione alla luce solare
      L’esposizione alla luce è uno dei fattori principali che influenzano i ritmi circadiani dell’organismo, quindi regolare l’esposizione alla luce può essere utile per adattarvi alla località di destinazione. Se avete viaggiato diretti a ovest, mettete gli occhiali da sole ed evitate l’esposizione alla luce al mattino; poi, nei primi giorni nella località di destinazione, esponetevi il più possibile al sole nel tardo pomeriggio. Se avete viaggiato diretti verso est, la cosa più utile da fare per aiutare l’organismo ad adattarsi al nuovo orario è esporsi direttamente al sole durante il mattino.
    • Preparatevi in anticipo al nuovo orario
      Regolate l’orologio sul nuovo orario già prima di partire. Una volta giunti a destinazione, non andate a letto finché non è notte, anche se siete molto stanchi.
    • Idratatevi
      Prima, durante e dopo il volo bevete molta acqua per contrastare la disidratazione dovuta all’aria secca dell’aereo. La disidratazione può far peggiorare i sintomi del jet lag. Per lo stesso motivo, evitate l’alcol e la caffeina, che possono farvi disidratare ancora di più.
    • Sull’aereo cercate di dormire quando nella località in cui siete diretti è notte
      I tappi per le orecchie, le cuffie e la mascherina possono contribuire a isolarvi dal rumore e dalla luce. Se nella località in cui siete diretti è giorno, cercate di resistere alla necessità impellente di dormire.

     

    Fonte principale: Farmacoecura.it

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