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    In futuro meno radiazioni con la TAC

    In futuro meno radiazioni con la TAC

    La Tac con radiazioni dimezzate potrà essere disponibile in futuro grazie a due giovani ingegnere cliniche di Napoli che hanno superato la concorrenza di 162 progetti, elaborando un protocollo per ridurre del 40-60% l’esposizione, garantendo una buona qualità dell’immagine. Si tratta di un algoritmo che permetterà il collaudo di macchine di varie aziende e in diversi modelli in modo da poter effettuare le Tac a dosi ridotte di radiazioni. Si stima che in Italia vengano effettuati oltre 40 milioni di esami radiologici ogni anno. I malati oncologici sono i più esposti a queste radiazioni durante la fase della diagnosi e nei continui controlli successivi, nel corso delle cure e dopo. Il protocollo sviluppato potrà ridurre significativamente l’esposizione alle radiazioni, soprattutto per quei pazienti costretti a ripetute analisi.

    Vincitrici del premio Health Technology Challenge

    L’Health Technology Challenge (HTC) è un’iniziativa per dare spazio alla presentazione di esperienze e soluzioni innovative per i tanti piccoli e grandi problemi della sanità che ancora sembrano insormontabili. Il premio indipendente istituito nel 2018 ha registrato, nella seconda edizione, l’arrivo di 162 progetti da tutta Italia. Condividere e confrontare i tanti progetti esistenti ed emergenti nel mondo dell’innovazione tecnologica healthcare è una valore per tutto il Sistema sanitario, soprattutto quando queste proposte sono frutto della collaborazione tra ingegneri clinici e biomedici, il mondo della ricerca universitaria e le tante start up che sono una miniera di intuizioni concrete che rispondono a problematiche reali.

    Le due giovani ingegnere campane sono le vincitrici del Primo premio assoluto dell’Health technology challenge (Htc), ottenendo il massimo punteggio della giuria tecnica e popolare con il progetto “Valutazione di un protocollo per la verifica delle funzionalità di un sistema di riduzione della dose installato su tomografi assiali computerizzati”.

    Un protocollo per la Tac con meno radiazioni

    Nel loro progetto hanno verificato l’efficacia di un protocollo per poter garantire una buona qualità di immagini da una Tac, con maggior sicurezza e minor invasività per i pazienti, riducendo del 40-60% la dose di radiazioni. “Tali risultati” hanno affermato le vincitrici “dimostrano l’importanza dell’aggiornamento delle tecnologie esistenti per migliorare le prestazioni degli strumenti radiologici nell’ottica di assicurare al paziente prestazioni più accurate e minimizzando i rischi possibili derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti”.

    Fonte: repubblica.it

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