Cervicalgia è il termine scientifico che identifica, seppure in maniera non specifica, il dolore al collo.

Si tratta di una condizione importante sia perché è estremamente comune nella popolazione sia perché, a seconda dell’intensità e della persistenza nel tempo, può avere un impatto notevole sulla qualità della vita di tutti i giorni in chi ne è colpito.

Cervicalgia e anatomia del collo

Per capire al meglio le cause della cervicalgia, è opportuno descrivere brevemente quali sono le strutture importanti della regione di cui si sta parlando.

La colonna vertebrale infatti risulta divisa in più porzioni: di queste la più alta è la regione cervicale, composta da 7 vertebre.

Ciascuna vertebra è divisa dalla precedente e dalla successiva mediante il disco intervetrebrale.

Al centro della colonna, inoltre, decorre il midollo spinale e da quest’ultimo si originano i nervi spinali, che emergono proprio tramite dei fori sulle vertebre per poi andare verso la periferia, per esempio a livello dei muscoli.

Da non dimenticare, infine, che attorno a queste componenti ossee, articolari e nervose ci sono muscoli, tendini e legamenti, anch’essi possibile sede di processi patologici.

Cause di cervicalgia

Il dolore al collo può essere dovuto alle cause più svariate.

Le più comuni sono la postura scorretta (ad esempio quella legata ad alcune professioni, come l’impiegato d’ufficio, ma anche il tassista o l’autista di bus), l’esposizione a correnti d’aria, classicamente nota come colpo di freddo, e l’eccessiva tensione sui muscoli cervicali, a sua volta provocata dall’utilizzo di un materasso e cuscini inadeguati oppure dallo stress eccessivo.

In tutti questi casi il dolore insorge in maniera graduale e non improvvisa, diventando a volte una costante della vita quotidiana, e anche se spesso non ha un’intensità molto forte, risulta ugualmente fastidioso.

Cause meno frequenti della Cervicalgia

Vi sono altre cause, meno frequenti nella popolazione, che influiscono sull’insorgere della cervicalgia:

  • colpo di frusta, nel quale in seguito a cadute o incidenti stradali, il collo viene piegato oltre le sue naturali potenzialità, andando a stirare eccessivamente tendini, muscoli e legamenti;
  • degenerazione dei dischi intervertebrali, spesso legata all’età;
  • ernia del disco, in cui la componente più centrale del disco stesso, dalla consistenza gelatinosa, tende a fuoriuscire, comprimendo i nervi oppure il midollo spinale;
  • ipercifosi dorsale, ovvero un’esagerazione di quella che è la curvatura normale della parte alta della colonna vertebrale;
  • iperlordosi lombare, come la precedente, ma la curvatura è opposta ed è nella parte inferiore della schiena;
  • traumi;
  • osteofiti, cioè piccole sporgenze che si originano , in questo caso, dalle vertebre legate di solito all’artrosi;
  • sport di potenza, che vadano a sollecitare pesantemente sulla colonna cervicale;
  • artrite reumatoide, una patologia infiammatoria che può colpire anche questa regione;
  • meningite, piuttosto rara, ma da non escludere se vi sono anche alcuni sintomi neurologici specifici riconoscibili dal medico;
  • tumori, specialmente sottoforma di metastasi originatesi da un altro tumore primario. Anche quest’evenienza è però meno frequente.

Fattori di rischio della cervicalgia

Avendo visto quali sono le cause principali di cervicalgia, è facile intuire quali siano le persone più a rischio:

  • anziani, nei quali sono più frequenti sia le patologie degenerative del disco che l’artrosi;
  • lavoratori che utilizzano per diverse ore il computer oppure che guidano molto, in quanto possono essere assunte posture scorrette;
  • fumatori, dal momento che il fumo è causa di diminuzione della densità ossea nonchè di degenerazione del disco;
  • individui molto stressati o ansiosi.

Sintomi della Cervicalgia

La cervicalgia provoca una sintomatologia abbastanza tipica, chiamata comunemente torcicollo.

In questa situazione si presenta dolore, accompagnato in genere da una limitazione nel movimento del collo oppure da una sensazione di rigidità e tensione.

Quando poi si ha l’interessamento delle strutture nervose, possono esserci anche intorpidimento o formicolio delle braccia e delle mani, in questo caso si parla di sindrome cervico-brachiale.

Inoltre, in qualche individuo possono presentarsi sintomi neurologici, come vertigini, alterazioni della vista o disturbi nella deglutizione: questa associazione prende il nome di sindrome cervico-cefalica.

Diagnosi della Cervicalgia

Un ruolo fondamentale nella diagnosi della cervicalgia è rivestito dalla raccolta di informazioni del paziente, circa le sue abitudini, il lavoro, l’eventuale esposizione ad eventi traumatici ecc.

In aggiunta, le indagini strumentali aiutano ad approfondire la diagnosi:

  • radiografia, un esame che consente di individuare alterazioni delle ossa, per esempio la comparsa di osteofiti;
  • TAC, come la precedente permette la visualizzazione di strutture ossee, ma è molto più particolareggiata;
  • risonanza magnetica, una tecnica molto avanzata che oltre alle vertebre visualizza anche le strutture circostanti, come i nervi e i muscoli, offrendo una panoramica più ampia sui possibili processi patologici.

Trattamento della Cervicalgia

Esistono numerosi trattamenti per la cura della cervicalgia, dai più semplici a quelli più invasivi:

  • esercizi per diminuire la tensione muscolare: vengono prescritti in genere da un fisioterapista e per ottenerne i benefici è necessario eseguirli con costanza e lentamente per non rischiare di aggravare ulteriormente il quadro;
  • farmaci per alleviare il dolore: sia di tipo antinfiammatorio – somministrati come crema o per via orale, o in casi gravi, iniettati direttamente in sede – che anestetici locali, derivati oppiodi o miorilassanti;
  • collare ortopedico: solo se prescritto da una figura competente e spesso consigliato in caso di trauma da colpo di frusta;
  • terapia di ossigeno-ozono: si effettua un’iniezione nella regione cervicale di questa miscela, perché l’ozono ha un potere antinfiammatorio, utilizzata in genere per l’ernia;
  • medicina alternativa: comprende la massoterapia, in cui le tensioni muscolari vengono ridotte facendo dei massaggi, o l’agopuntura;
  • chirurgia, soprattutto se in caso di ernia: in tal caso esistono sia delle tecniche più tradizionali, come la discectomia (cioè la rimozione parziale o totale del disco), sia modalità più moderne ad esempio l’impianto di protesi discali artificiali che danno un vantaggio in termini di movimento e funzionalità.

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