• 16 MAR 17
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    Una molecola che mette KO i tumori dell’infanzia

    Una molecola che mette KO i tumori dell’infanzia

    Nuove speranze nella lotta ad alcuni gravi tumori dell’infanzia: c’è un anticorpo che ha la potenzialità di sbaragliare ben cinque tipi di tumori pediatrici del cervello e che potrebbe davvero aprire una promettente alternativa terapeutica per quelli che sono i tumori più cattivi nei bambini. È quanto suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine e condotta da scienziati della Stanford University in California. L’anticorpo si chiama “Hu5F9-G4” ed è già in sperimentazione su pazienti adulti per tumori non cerebrali.

    I tumori dell’infanzia più cattivi

    I tumori dell’infanzia considerati in questo studio sono molto aggressivi e sono responsabili della più alta morbidità e mortalità tra tutti i tumori infantili. Si tratta di medulloblastoma, tumori neuroectodermici, gliomi intrinseci diffusi del ponte encefalico, glioblastomi, tumori teratoidi rabdoidi atipici. L’anticorpo non fa altro che eliminare una molecola ‘tag’, chiamata CD47 e presente solo sulla superficie delle cellule malate. Eliminando questa etichetta, le cellule ‘spazzino’ del corpo – i macrofagi – riescono a riconoscere le cellule tumorali e le divorano.

    Più cure, meno effetti collaterali

    ricerca-tumori-infanziaTestato su topolini con le cinque forme tumorali pediatriche, l’anticorpo ha mostrato di fermare la crescita dei tumori e anche la formazione di metastasi tumorali del medulloblastoma che non lasciano mai scampo al piccolo paziente. La sicurezza e la precisione con cui lavora l’anticorpo ne fanno uno strumento davvero promettente per l’oncologia pediatrica, che potrebbe costituire la base di una cura più soft e con meno effetti collaterali.

    La diagnosi

    I tumori cerebrali non hanno segni e sintomi tipici, perché comportano disturbi comuni a molte altre malattie a carico del sistema nervoso. Si deve precisare che segni e sintomi dipendono dalle dimensioni del tumore e dalla parte di cervello interessata dalla malattia; infatti, quando il tumore coinvolge una particolare zona del cervello che governa una determinata funzione, tale funzione risulta alterata. La localizzazione del tumore può influire sulla tempestività della diagnosi.

    Come individuare un tumore al cervello

    Se il neurologo sospetta la presenza di un tumore cerebrale, può prescrivere alcuni esami strumentali:

    • Tomografia computerizzata (TC) cerebrale: è una tecnica radiologica che, partendo da tante inquadrature sequenziali dello stesso organo su piani successivi, produce delle immagini che, opportunamente elaborate da un computer, danno il quadro dettagliato delle strutture interne dell’organo esaminato. Prevede spesso la somministrazione in vena di una piccola quantità di mezzo di contrasto.
    • Risonanza magnetica nucleare (RMN): è una tecnica radiologica che utilizza i campi magnetici per elaborare immagini dettagliate delle strutture interne dell’organismo. Spesso si usa un mezzo di contrasto.
      Benché la TC e la RMN siano esami fondamentali non solo per la diagnosi, ma anche per programmare l’intervento chirurgico o la radioterapia, la certezza della diagnosi si ha solo con la biopsia, ossia con il prelievo di un piccolo campione di tessuto cerebrale.
    • Tomografia ad emissione di positroni (PET): si basa sulla conoscenza che le cellule tumorali consumino più glucosio delle cellule normali; sfruttando questa proprietà consente di documentare la presenza di tumori anche di piccole dimensioni.

     

    Fonte: ansa.it

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