• 25 FEB 20
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    Fibrillazione atriale: come riconoscerla e prevenirla

    Fibrillazione atriale: come riconoscerla e prevenirla

    Una forte tachicardia, accompagnata da debolezza e nausea, potrebbero essere i sintomi della fibrillazione atriale, una delle forme più comuni di aritmie e tra le prime cause di ictus.

    Questo disturbo è dovuto a un battito irregolare del cuore causato da un’anomalia nell’impulso elettrico che provoca la contrazione del muscolo cardiaco a livello degli atri.

    Per gestire e prevenire questo disturbo è importante riconoscere subito i sintomi e ridurre in tempo i fattori di rischio.

    Sintomi

    La fibrillazione atriale può essere silente o manifestarsi con alcuni sintomi, come:

    • palpitazioni;
    • vertigini;
    • fiato corto e dispnea;
    • debolezza e affaticamento;
    • dolore al petto;
    • eccessiva sudorazione;
    • stato confusionale.

    Nel momento in cui si avverte uno stato di malessere simile, si raccomanda di rivolgersi subito al proprio medico o recarsi in Pronto Soccorso.

    Fattori di rischio

    Le cause di un’aritmia possono essere modificabili, come l’abuso di alcol e caffeina, o più complicate, come patologie (infarto, ipertensione, diabete), interventi chirurgici, forte stress, assunzione di farmaci, variazioni ormonali o eccessivi sforzi fisici.

    Per prevenire la fibrillazione atriale è importante mantenere uno stile di vita sano che prevede di:

    • evitare il sovrappeso;
    • eliminare il fumo di sigaretta e l’alcol;
    • svolgere regolarmente l’attività fisica;
    • tenere sotto controllo la pressione arteriosa;
    • controllare costantemente la glicemia e il diabete;
    • sottoporsi ad una visita cardiologica dopo i 50 anni e in caso di familiarità;
    • eseguire un elettrocardiogramma se si avverte un polso irregolare.

    Favorendo queste sane abitudini e sottoponendosi a programmi di prevenzione per la salute del cuore, è possibile ridurre l’insorgenza della fibrillazione atriale.

    Fibrillazione atriale e ictus

    Durante la fibrillazione atriale il cuore si contrae irregolarmente: questo può provocare un ristagno di sangue e la conseguente formazione di coaguli. Se i coaguli si spostano, possono arrivare al cervello e rimanere intrappolati in un’arteria cerebrale, bloccando così la circolazione e causando l’ictus.

    Per prevenire l’ictus da fibrillazione atriale è possibile intervenire con diverse possibilità, tra cui una terapia a base di farmaci anticoagulanti orali di nuova generazione, la cardioversione e l’ablazione.

    La cardioversione è una piccola scarica elettrica che serve a ripristinare il ritmo naturale del sistema elettrico del cuore. L’ablazione è una procedura sicura e mini invasiva che consiste nella mappatura e bruciatura, attraverso piccole sonde, dei circuiti elettrici anomali all’origine delle aritmie.

    Come riconoscere la fibrillazione atriale

    Dal momento che non sempre dà sintomi, la fibrillazione atriale potrebbe essere scoperta casualmente durante un ECG o un esame di controllo di routine.

    L’elettrocardiogramma rappresenta il primo esame a cui sottoporsi per analizzare l’attività elettrica del cuore, ancora meglio se eseguito sotto sforzo. Durante questo test, si misura il ritmo sinusale mentre il paziente cammina sul tapis roulant o sulla cyclette.

    Un altro esame molto utile è l’holter pressorio: si tratta di un elettrocardiografo portatile da far indossare al paziente per 24-72 ore durante le normali attività quotidiane. Al termine del test, il cardiologo valuterà le variazioni del ritmo cardiaco a riposo e sotto sforzo misurate dall’apparecchio.

    La diagnosi da Emicenter

    Nel reparto di cardiologia e angiologia di Emicenter è possibile sottoporsi agli esami diagnostici necessari per monitorare la salute del cuore e prevenire la fibrillazione atriale.

    AVVISO AI PAZIENTI
    Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

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