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    Dita a scatto: fattori di rischio e diagnosi

    Dita a scatto: fattori di rischio e diagnosi

    Quando le dita si infiammano, semplici gesti di attività quotidiana, come afferrare gli oggetti, guidare e vestirsi, possono diventare difficili e dolorosi: potrebbe trattarsi delle dita a scatto.

    Questa patologia, nota anche come tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, è una condizione infiammatoria dei tendini responsabili dei movimenti delle dita.

    Cosa sono le dita a scatto

    In condizioni di salute, i tendini delle dita sono circondati da una sottile guaina sinoviale che forma un canale, dentro al quale scorre il tendine stesso. Questa guaina consente ai tendini di piegarsi ed estendersi, permettendo in questo modo il movimento delle dita.

    Quando si scatena un’infiammazione, si verifica un ispessimento della membrana e un restringimento della guaina tendinea che impedisce lo scorrimento corretto dei tendini. Quest’ultimi si dilatano provocando una formazione nodulare che riduce ulteriormente lo scorrimento.

    Anche se visibilmente non ci si accorge dell’infiammazione, durante un movimento il dito rimane bloccato in posizione piegata e si estende solo in un secondo momento, con uno scatto spesso accompagnato da fastidio e dolore.

    Sintomi delle dita a scatto

    Quando si soffre di tenosinovite stenosante, si avverte un indolenzimento alla base del dito, dove è possibile individuare un piccolo nodulo, accompagnato da:

    • gonfiore;
    • difficoltà nei movimenti;
    • movimento a scatto e rigidità;
    • dolore alla mano fino al polso.

    Nei soggetti più gravi, il dito può rimanere piegato senza più riuscire ad estendersi del tutto.

    I fattori di rischio

    Le cause dell’infiammazione non sono ancora chiare, ma i soggetti più predisposti sono tutte quelle persone che fanno un uso intenso della mano, ad esempio per lavoro o per hobby, come nel caso dei musicisti.

    Altri fattori che possono predisporre a questa patologia sono:

    • traumi alla mano;
    • attività ripetitive;
    • età maggiore di 40 anni, quando avviene una minor produzione di collagene;
    • patologie preesistenti come gotta, diabete, ipotiroidismo e artrite.

    Come si scoprono le dita a scatto

    La diagnosi è quasi sempre di tipo clinico, attraverso un esame obiettivo locale che prevede l’anamnesi, l’evidenza dello scatto, la palpazione delle articolazioni e della formazione nodulare.

    Per escludere eventuali altre patologie osteo-articolari concomitanti e valutare la gravità dell’infiammazione, si raccomanda di approfondire la diagnosi con un’ecografia e un esame radiografico, molto utili anche per impostare la terapia più indicata.

    Infatti, in base ai risultati, possono essere prescritti trattamenti naturali, come la crioterapia, la fisioterapia o l’utilizzo di un tutore, o farmacologici, a base di infiltrazioni e medicinali (antinfiammatori e analgesici). Nei casi più gravi, si può valutare l’intervento chirurgico.

    Da Emicenter è possibile sottoporsi agli esami diagnostici necessari per approfondire la patologia delle dita a scatto: contattaci per maggiori informazioni.

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    Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

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