• 28 APR 19
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    Tumore della cervice uterina e vaccino Hpv

    Tumore della cervice uterina e vaccino Hpv

    Il tumore della cervice uterina è stata la prima neoplasia ad essere riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile a un’infezione: essa è infatti causata nel 95% dei casi da una infezione genitale da Papillomavirus umano o Hpv. Esistono circa 100 tipi di papillomavirus differenziati in base al genoma. Alcuni sono responsabili di lesioni benigne come i condilomi (specie tipo 6 e 11), altri sono in grado di produrre lesioni potenzialmente in grado di generare il tumore della cervice uterina (specie tipo 16 e 18). Proprio per il legame causa-effetto tra infezione e possibile sviluppo del tumore negli anni sono stati sviluppati dei vaccini capaci di neutralizzare il virus riducendo notevolmente la possibilità di sviluppo del tumore. Eppure la copertura vaccinale resta inferiore alle attese e molti genitori brancolano nell’incertezza, anche a causa di informazioni infondate reperibili facilmente in internet.

    I vaccini Hpv presenti in commercio

    Ad oggi sul mercato esistono diversi preparati in grado di agire contro il papillomavirus. Quello bivalente (Cervarix), in grado di proteggere contro il genotipo 16 e 18, e il quadrivalente (Gardasil) che offre una protezione aggiuntiva contro la forma 6 e 11. Da poco tempo è disponibile anche un’evoluzione di quest’ultimo (Gardasil-9) capace di coprire anche i ceppi 31, 33, 45, 52 e 58. Un vaccino, quest’ultimo, definito una “vera e propria pietra miliare nella prevenzione del cancro dell’utero”.

    L’efficacia dei vaccini Hpv

    L’efficacia dipende da quanti ceppi virali copre il vaccino. Con l’arrivo sul mercato di Guardasil l’efficacia nella prevenzione del tumore si attestava intorno al 70-75%. In un recente studio che ha coinvolto oltre 14 mila ragazze fra i 16 e i 26 anni, che in parte hanno ricevuto il vaccino quadrivalente e in parte la nuova versione, è emerso che la copertura dei 9 ceppi risultata efficace nel proteggere dal tumore nel 90-95% dei casi rispetto ai non vaccinati.

    Gli eventuali effetti collaterali

    Come da foglietto illustrativo, possono essere segnalati principalmente possibili casi di vertigini, mal di testa, reazioni locali nel punto dell’iniezione, stanchezza, irrequietezza, febbre, sensazione di caldo, nausea, vomito, dolori addominali, dolori e reazioni allergiche. Si tratta di manifestazioni tipiche di qualsiasi altro vaccino.

    A chi è consigliato il vaccino Hpv

    Il vaccino Hpv è offerto gratuitamente alle ragazze nel 12esimo anno di età. Sulla base dei dati a disposizione, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, come obiettivo più importante la vaccinazione prima dell’adolescenza. L’invito con chiamata attiva è rivolto a tutte le ragazze nel dodicesimo anno di età (undici anni compiuti), perché in questa fascia è massimo il beneficio. La somministrazione del vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus Hpv, che si acquisisce di norma subito dopo l’inizio dell’attività sessuale.

    I controlli per monitorare le infezioni da Hpv

    È importante ricordare che la copertura della vaccinazione non è totale, perché non si rivolge a tutte le varianti del virus HPV, ma solo a quelle più diffuse. In molti casi, l’infezione da Hpv non presenta sintomi, per questo, anche dopo aver fatto il vaccino, è importante  pre tutte le donne sottoporsi alla visita ginecologica ed eseguire il Pap-test  o il test di ricerca del papillomavirus ogni 3 anni dall’inizio dell’attività sessuale e fino a oltre la menopausa, salvo diversa indicazione del medico.

    Fonte: fondazioneveronesi.it

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