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    Programmati per essere pigri

    Programmati per essere pigri

    Sappiamo quanto sia importante fare attività fisica o almeno muoversi un po’ ogni giorno. Eppure, alcuni di noi sentono forte il richiamo del divano e la danno sempre vinta alla pigrizia. Come mai? La risposta arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Neuropsychologia e condotto dai ricercatori dell’Università di Ginevra e della British Columbia. Secondo i quali siamo programmati per essere pigri. Pur essendo consapevoli che l’esercizio è importante e che bisogna allenarsi, infatti, alcuni segnali elettrici all’interno del cervello ci spingono a essere sedentari.

    Lo studio per capire come siamo programmati

    I ricercatori hanno reclutato 29 giovani adulti, li hanno fatti sedere davanti a un computer e hanno dato loro il controllo di un avatar sullo schermo. Poi hanno mostrato brevemente piccole immagini stilizzate, una alla volta, che rappresentavano attività o inattività fisica. I partecipanti dovevano muovere il loro avatar il più in fretta possibile verso la scena di attività fisica e allontanarlo da quella che mostrava inattività, e viceversa. Nel frattempo, alcuni elettrodi registravano cosa accadeva nei loro cervelli. I partecipanti di solito erano più veloci nel primo tipo di azione (muoversi verso le immagini di attività allontanandosi da quelle di inattività), ma gli elettroencefalogrammi mostravano come questo richiedesse maggior lavoro per la nostra mente.

    Il paradosso dell’esercizio

    L’informazione su quanto sia importante fare movimento è una costante e il messaggio arriva forte e chiaro. Ma resta solo teoria perché coloro che davvero praticano attività fisica sono pochi. I risultati dello studio che ha provato a cercare le risposte a questo “paradosso dell’esercizio” suggeriscono che i nostri cervelli potrebbero semplicemente essere programmati per preferire il divano. Risparmiare energia è stato essenziale per la sopravvivenza umana, dal momento che ci ha permesso di essere più efficienti nella ricerca di cibo e di riparo, nella competizione per i partner sessuali e nell’evitare i predatori. Il fallimento delle politiche pubbliche che cercano di contrastare la pandemia di inattività fisica potrebbe essere dovuto a processi cerebrali che si sono sviluppati e rinforzati nel corso dell’evoluzione. Questi risultati suggeriscono che il nostro cervello è innatamente attratto dai comportamenti sedentari.

    Si può riaddestrare il cervello? 

    Tutto quello che accade automaticamente è difficile da inibire, anche se lo si desidera, perché non si sa che sta accadendo. Ma sapere che succede è un primo passo importante. Quindi, se vi sentite così attratti dal divano, non è perché siete pigri, ma è colpa del vostro cervello che vuole risparmiare energie.

    Quanto siamo pigri in Italia

    Gli ultimi dati sulla sorveglianza della popolazione pubblicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), rivelano che siamo un popolo di pigri. La percentuale di bambini che per andare a scuola lo fa camminando o sulle due ruote è, infatti, il 27%, mentre il 62% viene portato in auto e il 10% in scuolabus. Gli adulti che invece vanno in bicicletta per gli spostamenti abituali sono l’11% e solo il 40% lo fa a piedi.

    Il nostro Paese, con Irlanda, Portogallo e San Marino, è ai primi posti per l’utilizzo della macchina nel tragitto casa-scuola. Come in molti casi, anche in questo ci sono differenze a livello territoriale. Al Nord la percentuale dei bambini che vanno a piedi o in bici è maggiore (30%) che al Centro (24%) e al Sud (25%). Si va dal minimo del Molise (15,5%) al massimo della provincia autonoma di Bolzano (60,7%), seguita da Liguria (37%) e Lombardia (31,8%).

    Fonte: https://www.repubblica.it/salute/2018/10/03/news/muoversi_fa_bene_ma_siamo_programmati_per_essere_pigri-208045843/?ref=fbpd

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