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    La depressione fa male al cuore

    La depressione fa male al cuore

    La depressione pesa sulla salute del cuore quanto il colesterolo alto e l’obesità. Almeno nel caso degli uomini, dato che l’équipe tedesca che ha condotto l’indagine per 10 anni (pubblicata su Atherosclerosis) ha coinvolto solo volontari maschi: quasi 3.500 di età compresa tra 45 e 74 anni. Seguiti, appunto, per un decennio. L’Organizzazione mondiale della Sanità calcola in 350 milioni nel mondo le persone affette da depressione, ma non si tratta solo di un dato di salute mentale, sottolineano gli studiosi dello Helmholtz Zentrum Muenchen, perché il disturbo dell’umore può compromettere anche la salute del corpo.

    Quanto è il rischio

    Che “il male oscuro” estenda la sua negatività al cuore è emerso già da tempo, e i ricercatori tedeschi sono partiti da questa domanda: quel è il rapporto tra la depressione e gli altri fattori di rischio come il fumo, livelli alti di colesterolo, obesità o ipertensione? Quanto pesa ciascuno di questi elementi? Il risultato? Risponde il professor Karl-Heinz Ladwig: «Abbiamo constatato che solo la pressione alta e il fumo da tabacco comportano un rischio maggiore. Per il resto –obesità e ipercolesterolemia – pesano allo stesso modo della depressione come rischio mortale.

    Il peso della depressione

    depressione-cuore-infartoAlla fine, alla depressione si possono addebitare circa il 15% delle morti per motivi cardiovascolari». Conclude Ladwig: «Abbiamo investito molto tempo in questa ricerca dato il lungo periodo di osservazione, ma ne è valsa la pena: i nostri dati dimostrano che la depressione ha un effetto di media grandezza tra i maggiori rischi, non di natura genetica, per le malattie cardiovascolari. Ne discende che nei pazienti ad alto rischio,il controllo per una possibile diagnosi di depressione dovrebbe essere una pratica standard».

    Un legame multiplo

    «Fin dall’inizio del secolo scorso con Kraepelin e Kretschmer la psichiatria classica ha messo in relazione stretta i disturbi dell’umore e la costituzione somatica», commenta il dottor Giampaolo Minnai, fino a poco tempo fa direttore dell’area Salute mentale della Asl di Oristano (Sardegna). «La ricerca di Monaco conferma cose che già sapevamo, ma ha il merito di avere spinto l’attenzione a trovare le percentuali di rischio, in modo da dare un valore concreto al peso della depressione».

    Sale l’ormone dello stress

    Continua lo psichiatra, spostando lo sguardo dal cuore ad altre parti del corpo: «Si è anche visto che la depressione crea una disfunzione nell’asse ipotalamo-surrene con conseguente ipersecrezione di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”. E tale cortisolo genera la pressione alta, quindi…». Infine, come legame non proprio virtuoso tra depressione e struttura corporea, Minnai cita i farmaci: «Gli antidepressivi, tutti, stimolano molto l’appetito e inducono un aumento di peso. Questo effetto somatico non dipende dalla malattia in sé, certo, ma dipende dalle medicine che si devono prendere per curarla. Poi esiste il mettersi a dieta per rimediare, ma questo è un altro discorso».

    Fonte: fondazioneveronesi.it

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