• 05 GEN 17
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    La radiografia: diagnosi o rischio?

    La radiografia: diagnosi o rischio?

    La radiografia è una tecnica di indagine diagnostica che sfrutta le proprietà dei raggi X di attraversare i diversi tessuti del nostro organismo, imprimendo su una lastra l’immagine risultante. Nel linguaggio comune si parla ancora di “lastra”, ma le tecniche attuali producono in realtà una immagine digitale, visualizzata al computer e fornita al paziente in formato digitale. La radiologia a raggi X sfrutta il fatto che tessuti a diversa densità assorbono le radiazioni in maniera diversa. L’immagine è generata dalla differente densità dei tessuti che i raggi X attraversano. Ad esempio, le strutture più compatte come le ossa appaiono più chiare perché assorbono più raggi, mentre le parti molli o meno dense appaiono come sfumature di grigi perché permettono maggiormente il passaggio dei raggi. Per le strutture che hanno un contrasto elevato si ottengono immagini nitide e ben evidenziate, meno per i tessuti molli.

    radiografia-scheletroQuando si fa e perché viene utilizzata

    La radiografia viene usata spesso a scopo sia preventivo sia diagnostico. L’esame è molto semplice, dura pochi secondi e può essere svolto sia in piedi sia distesi, secondo la zona da radiografare. Viene prescritta sempre in caso di traumi alle ossa o quando si sospettano rotture, fratture, lussazioni. Può, inoltre, mostrare lo stato e l’evolversi delle patologie delle strutture cardiovascolari. Il confronto fra due radiografie della stessa parte a distanza di tempo può essere utile per controllare l’evolversi di una situazione patologica che riguardi un osso, un vaso o un organo. Per aumentarne la visibilità dei vasi sanguigni o di altre cavità si ricorre a mezzi di contrasto, composti chimici contenenti bario, iodio o, in alcuni casi, aria.

    Radiografia e radiazioni

    Ci sono ancora pareri discordanti sull’uso e le eventuali controindicazioni dei raggi X per la diagnosi.  L’esposizione a radiazioni può aumentare il rischio di tumori e leucemie in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani, per cui occorre in ogni caso confrontare i possibili rischi con il beneficio che ci si attende dall’indagine. C’è da sottolineare, tuttavia, che la dose di radiazioni rilasciate da una radiografia è molto più bassa rispetto a quella rilasciata da altri esami.

     

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