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    Perchè dovresti assumere acido folico?

    Perchè dovresti assumere acido folico?

    L’assunzione di acido folico è fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale (NTD), tra cui la spina bifida. Ancora oggi, solo il 30% delle donne attua la profilassi volontaria con acido folico, raccomandata dal momento in cui iniziano a programmare una gravidanza. La Società Italiana di Neonatologia (SIN), durante il XXII Congresso Nazionale tenutosi a Napoli lo scorso anno ha messo in evidenza la necessità di incentivare l’assunzione di acido folico, anche attraverso alimenti fortificati.

    I difetti del tubo neurale

    Tra le più importanti e frequenti anomalie congenite del sistema nervoso centrale (SNC) vi sono i difetti del tubo neurale (NTD) rappresentati precipuamente da spina bifida, anencefalia ed encefalocele, gravi quadri patologici che si creano durante lo sviluppo embrionario, per alterazioni della chiusura del tubo neurale. Secondo stime dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia ci sono almeno 200 casi. Le cause dei difetti del tubo neurale non sono ancora certe, ma una cosa è sicura: l’assunzione di acido folico previene il 50‐70 % dei casi di spina bifida.

    La diagnosi precoce

    Con l’affinarsi delle tecniche ecografiche e dei programmi di sorveglianza prenatale, molti di questi casi vengono riconosciuti in utero e considerati per l’interruzione volontaria della gravidanza. Queste patologie possono essere incompatibili con la vita già in epoca neonatale, o con esiti cognitivi e neuro‐motori estremamente invalidanti.
    Il percorso di cura in epoca neonatale e nelle età successive è estremamente lungo e complesso, richiedendo la partecipazione di numerose figure professionali, con importanti costi assistenziali per il SSN e soprattutto per le famiglie, che pagano un prezzo sociale ed emozionale molto alto. Il rischio di ricorrenza dopo un figlio affetto è del 3‐4% e arriva al 10% dopo 2 figli affetti.

    integratore-di-acido-folicoFondamentale per le donne in età fertile

    Il fabbisogno giornaliero di acido folico si aggira tra i 50 e i 200 mcg in base all’età, ma aumenta in gravidanza a valori compresi tra 400 e 800 mcg/die. L’acido folico è essenziale per il funzionamento del sistema nervoso e per il midollo osseo. È fondamentale che l’embrione abbia a disposizione un adeguato apporto di acido folico fin dai primi giorni di gravidanza, periodo in cui inizia la formazione degli organi. L’evidenza scientifica dimostra che l’assunzione di acido folico comporta una marcata riduzione del rischio di NTD. L’effetto protettivo si manifesta con dosaggi variabili (ottimali 0,4‐0,5 mg/die), assunti almeno un mese prima del concepimento e fino alla dodicesima settimana di gravidanza. Dosaggi anche maggiori potrebbero essere necessari per le donne a rischio.

    L’acido folico a tavola

    Tutte le donne in età fertile dovrebbero assumere acido folico quotidianamente e seguire una dieta sana e bilanciata ricca di alimenti contenenti folati, come gli agrumi, le banane, il latte, le fragole, la frutta secca, il fegato, il lievito di birra, i legumi, le barbabietole, i cavoli, gli asparagi, gli spinaci e i cereali integrali, tenendo presente che se questi alimenti non vengono conservati o cotti in modo adeguato il contenuto di acido folico può ridursi. Oggi la prevenzione migliore e più efficace della spina bifida e degli altri gravi difetti del tubo neurale risulta essere la fortificazione di alcuni alimenti di grande consumo con acido folico.

    Prevenire con gli alimenti fortificati

    La Società Italiana di Neonatologia è da anni impegnata su diversi fronti per la prevenzione e diagnosi precoce delle malformazioni neonatali a carico del tubo neurale (NTD). Ha sensibilizzato il Ministero della Sanità sulla problematica, auspicando un’azione di profilassi con acido folico attraverso la fortificazione obbligatoria di alcuni alimenti selezionati.
    Per favorire il consumo di alimenti fortificati con acido folico, secondo la SIN, le aziende alimentari italiane potrebbero, anche autonomamente, prevedere i prodotti da fortificare, contribuendo così alle campagne di informazione per le donne e le famiglie, che la SIN sta già portando avanti attraverso la rete dei neonatologi presenti su tutto il territorio nazionale.

    fonte: insalutenews.it

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