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    Colesterolo: buono o cattivo?

    Colesterolo: buono o cattivo?

    Il colesterolo è un composto organico appartenente alla famiglia dei lipidi steroidei. Nel nostro organismo svolge diverse funzioni biologiche, importanti ed essenziali: è un componente delle membrane cellulari, di cui regola fluidità e permeabilità; è il precursore della vitamina D, dei sali biliari e degli ormoni steroidei maschili e femminili (testosterone, progesterone, estradiolo, cortisolo ecc.).

    Nonostante questo ruolo di primo piano, in concentrazioni superiori alla norma si trasforma in un acerrimo nemico della nostra salute.

    Colesterolo buono e cattivo

    Per funzionare correttamente, il nostro organismo ha bisogno di un costante apporto di colesterolo, guai se mancasse!
    Le lipoproteine ad alta densità (HDL) sono chiamate colesterolo buono, poiché agiscono come spazzini in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato. Da qui tale composto verrà inglobato nei sali biliari, riversato nell’intestino ed in parte espulso con le feci.
    colesterolo_buono_e_cattivoLe lipoproteine a bassa densità (LDL) sono chiamate colesterolo cattivo. Le LDL in situazioni normali sono indispensabili per la buona salute dell’organismo e diventano pericolose soltanto quando si trovano in eccesso e quando vengono ossidate. Una concentrazione dannosa di LDL nel sangue può essere raggiunta a causa di una dieta ricca di grassi oppure di un’aumentata produzione da parte delle cellule del nostro organismo.

     

    I pericoli dell’LDL

    Quando sono presenti in eccesso, le LDL possono andare incontro a modificazioni strutturali, causate da agenti ossidanti come i radicali liberi, e infiltrarsi sulle pareti dei grossi vasi arteriosi. Ciò produce un triplice svantaggio:

    1. Formano un ostacolo meccanico al flusso sanguigno, poiché vanno a depositarsi sulla parete dei vasi arteriosi. Si viene a formare una placca, detta aterosclerotica, che riduce progressivamente il volume del vaso e fa scorrere il sangue con maggiori difficoltà.
    2. Riducono l’elasticità delle pareti delle arterie, che normalmente contribuisce a spingere il sangue a valle. La presenza delle placche aterosclerotiche si traduce in un ulteriore ostacolo alla circolazione.
    3. Causano la formazione di trombi: alcune parti della placca possono staccarsi e andare a otturare determinati capillari, impedendo l’arrivo di sangue al tessuto interessato.

     

    Esami del sangue

    Quando si eseguono gli esami è necessario valutare il rapporto fra il colesterolo totale e la quantità di HDL nel sangue. E’ più favorevole alla salute una condizione in cui il colesterolo totale è leggermente superiore alla norma e in cui anche la frazione HDL è elevata, rispetto al caso contrario. Il colesterolo alto può essere sconfitto soltanto conoscendolo a fondo ed utilizzando tali informazioni per elaborare adeguate strategie difensive e di contrattacco.

    Valori di riferimento per la popolazione sana:
    *A colesterolo totale: inferiore a 200 mg/dl.
    *B colesterolo buono (HDL): maggiore di 40 mg/dl.
    *C trigliceridemia: compresa tra 50 e 170 mg/dl.
    *D colesterolo cattivo (LDL): inferiore a 160 mg/dl.
    *E indice di rischio (colesterolo totale/HDL): inferiore a 5 se uomo o a 4.5 se donna.

    Terapia e cure

    Oggi si stanno studiando strategie efficaci per aumentare i livelli di colesterolo buono e diminuire quello cattivo. L’attività fisica, per esempio, è in grado di aumentare la concentrazione delle HDL. Anche gli estrogeni, fino alla menopausa, assicurano alla donna un minor rischio di patologie cardiovascolari rispetto agli uomini. Nelle popolazioni in cui la dieta è particolarmente ricca di fitoestrogeni (sostanze naturali contenute in alimenti vegetali come la soia) godono di un minor rischio cardiovascolare rispetto a quelle occidentali. Per impedire situazioni che mettano a rischio la nostra salute è molto importante consumare un’ampia varietà di alimenti antiossidanti. Alcune vitamine, per esempio, hanno la capacità di contrastare l’attività dannosa dei radicali liberi.

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