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    Chi nasce in piedi e chi sdraiato

    Chi nasce in piedi e chi sdraiato

    Le donne partoriscono dalla notte dei tempi e solo negli ultimi 4 secoli il parto è diventato oggetto di studi medici ed ospedalizzato. In questi anni si tende nuovamente a preferire il parto “umanizzato” come accadeva nell’antichità e come ancora avviene in moltissime culture non occidentali.
    L’ostetricia del 1800 non era particolarmente differente da quella che si praticava nell’antica Roma o nella Grecia della stessa epoca.
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    Nelle culture primitive le donne partorivano in piedi, appoggiate a una persona o a un bastone. Questa posizione si fonda sulla convinzione che il peso del feto fa la sua discesa con il favore della gravità. La posizione accovacciata era diffusa in molte culture, dai Maya, alle culture africane e asiatiche. Questo ci fa supporre che, un tempo, le donne partorissero quasi sempre in posizione verticale. In piedi durante il travaglio ed accucciate durante la fase espulsiva.

     

     

     

    Sempre nella Grecia di Ippocrate venne inventata la sedia per il parto, una normale sedia di legno con un buco al centro per permettere l’uscita del bambino.

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    La posizione seduta era la più comune in Europa fino al XVIII secolo e una versione moderna di questa antica sedia è ancora oggi in uso in molti paesi del nord Europa.
    La posizione distesa nasce verso la fine del medio evo quando, le donne ricche rifiutavano di partorire allo stresso modo di quelle delle classi povere e decisero di farlo comodamente sdraiate nei loro letti. La posizione distesa favoriva anche il lavoro di medico ed ostetriche ma prolungava i tempi del travaglio e la donna si riprendeva molto più lentamente dal parto.

     
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    Nel 1600 venne così inventato il forcipe che divenne presto un’abitudine in ogni parto e non, come si usa oggi, uno strumento da adottare solo in casi eccezionali. Solo negli ultimi anni si sta tornando all’antica posizione accovacciata, tutti i vecchi letti ospedalieri sono stati sostituiti dai moderni letti da parto che permettono di mantenere una posizione quasi verticale. Nelle moderne sale travaglio si può passeggiare e sempre più donne oggi scelgono di partorire in casa, aiutate da un’ostetrica qualificata, come facevano le nostre ave sui pagliericci delle stalle e come fanno ancora oggi le donne africane e quelle delle popolazioni tribali dell’America latina.
    Gli studi hanno dimostrato che partorire in posizione verticale aumenta la velocità del travaglio favorendo l’ingresso del bambino nel canale del parto. La possibilità di muoversi rende il dolore delle contrazioni più sopportabile e migliora le condizioni di tranquillità della gestante.

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