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    Stanchezza durante il giorno: le cause principali

    Stanchezza durante il giorno: le cause principali

    Spesso può capitare di sentirsi esausti anche dopo le classiche otto ore di sonno. Questo perché stanchezza e sonnolenza non sono la stessa cosa. In altre parole, si può avvertire una mancanza di forze fisiche e mentali senza però sentire il bisogno di dormire per una serie di ragioni, non tutte scontate.

    Non svegliarsi abbastanza presto

    Rimanere a letto fino all’ultimo secondo rischia di fare più male che bene, perché impedisce di prendere del tempo per se stessi e fare il punto sulla giornata che sta per iniziare. In genere, la popolazione si distingue in ”gufi” e ”allodole”, ovvero fra coloro che tendono ad essere in forma e produttivi la sera, mentre faticano ad alzarsi presto la mattina, e quelli che si alzano presto, ma la sera avvertono prima la sonnolenza. Questi “cronotipi” hanno spesso una base genetica e una familiarità.

    Una camera da letto disordinata

    Essere circondati da scarpe, vestiti e riviste, non concilia di certo il sonno. Secondo l’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, la camera in cui si dorme non dovrebbe ospitare altro che l’essenziale per dormire. Pertanto è sconsigliabile collocare al suo interno televisore, computer e scrivania per evitare di stabilire legami tra attività non rilassanti e l’ambiente in cui si deve invece creare una condizione di relax che favorisca l’inizio e il mantenimento del sonno notturno.

    Poca luce solare

    La luce regola il ciclo circadiano e rappresenta pertanto il principale stimolo che induce la veglia. Ecco perché può essere utile esporsi alla luce del sole la mattina ed evitare invece tale esposizione nelle ore pomeridiane, così da anticipare il rilascio di melatonina la notte ed addormentarsi quindi più facilmente. Considerando che troppo sole può aumentare il rischio di cancro alla pelle, l’esposizione ottimale giornaliera è di una o due ore, senza dimenticare che la luce solare garantisce anche una dose gratuita di vitamina D, che aiuta l’organismo a difendersi dalle malattie.

    Stanchezza e tristezza causate dalle stagioni

    Il cosiddetto disturbo affettivo stagionale (SAD, seasonal affective disorder) è una forma depressiva legata all’alternarsi delle stagioni. I sintomi principali sono sonnolenza eccessiva, con difficoltà a svegliarsi al mattino, mancanza di energie e di piacere nello svolgere qualsiasi attività, episodi depressivi, a volte ansia. Al desiderio di dormire si associa anche quello di mangiare di più, in particolare carboidrati, con il rischio di mettere su peso.

    Chi soffre di meteoropatia

    Possiamo definire la meteoropatia come una condizione di particolare sensibilità in cui si trova chi è influenzato dai mutamenti climatici. Se questi, quindi, sono continui o repentini, sicuramente l’influenza è maggiore. Ecco allora che può sopraggiungere il mal di testa anche prima dell’arrivo di una perturbazione atmosferica oppure si può diventare irritabili e irrequieti. La meteoropatia non si può classificare come una malattia, ma mette in moto comunque dei disturbi correlati al continuo mutamento del clima, come la stanchezza.

    La carenza di magnesio

    Questa sostanza tanto importante per l’organismo migliora la qualità del sonno e i tempi impiegati per addormentarsi. Ecco perché una mancanza di minerali come magnesio e ferro, potrebbe essere causa di stanchezza. Le donne, in particolare, dovrebbero farne scorta, soprattutto in gravidanza.

    Saltare la palestra

    Per vincere la stanchezza il segreto è muoversi. Fare regolarmente attività fisica può ridurre il rischio di depressione e aiuta a dormire meglio. È bene però tenere a mente qualche accorgimento, come evitare di svolgere esercizio fisico di media-alta intensità nelle ore prima di coricarsi, preferendo piuttosto il tardo pomeriggio.

    Soffrire di patologie autoimmuni

    La prima cosa da fare quando ci si trova davanti a dei pazienti che lamentano problemi di stanchezza e/o sonnolenza è quella di escludere la presenza di patologie internistiche. Fra queste sono comprese le cosiddette “patologie autoimmuni” che causano fatica e stanchezza e colpiscono tre volte in più le donne degli uomini. Altre malattie che andrebbero sempre indagate sono quelle che riguardano la tiroide, le alterazioni della funzionalità renale o epatica e le patologie ematologiche e reumatologiche.

    Sbagliare alimentazione

    Quello che si mette nel piatto poche ore prima di coricarsi può fare un’enorme differenza sulla rapidità con cui ci si addormenta e sulla qualità stessa del sonno. È sempre bene evitare di assumere bevande a base di caffeina o simili, come pure alcolici o superalcolici nelle ore serali e sono sconsigliabili anche i pasti ipercalorici o comunque abbondanti e ad alto contenuto di proteine.

    Soffrire di disturbi specifici del sonno

    A volte la sonnolenza può essere causata anche da altri tipi di patologie, come le apnee notturne, la sindrome delle gambe senza riposo ed altre malattie molto più rare come le ipersonnie di origine centrale (la più famosa della quali è la narcolessia). Le apnee notturne hanno un’elevata incidenza nella popolazione. La sonnolenza rappresenta un sintomo cardine, insieme con il russamento e i risvegli con fame d’aria, mentre il sovrappeso è uno dei fattori di rischio determinanti.

    Dormire troppo durante il giorno

    Per non intaccare la qualità del sonno notturno, i sonnellini diurni – eccezion fatta per una breve pennichella post-prandiale – sono sempre da evitare, come pure quelli dopo cena, nella fascia oraria prima di coricarsi. In questo stesso arco temporale sono sconsigliate anche attività che risultino particolarmente coinvolgenti sul piano mentale e/o emotivo, come studiare, lavorare al computer e giocare ai videogame.

    Fonte: corriere.it

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