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    Scintigrafia: come si smaltisce il radiofarmaco

    Scintigrafia: come si smaltisce il radiofarmaco

    Prima di sottoporsi ad una scintigrafia, uno dei dubbi più frequenti riguarda la somministrazione e lo smaltimento del radiofarmaco, che suscita molte domande tra i pazienti per i rischi che potrebbe comportare.

    Ad oggi non bisogna preoccuparsi, perché i radiofarmaci utilizzati emettono radiazioni in quantità molto basse, ma vediamo quali precauzioni è meglio mettere in atto.

    A cosa serve il radiofarmaco nella scintigrafia

    La scintigrafia è un esame molto utile per ottenere informazioni sulla struttura e funzionalità degli organi e per valutare la presenza di cellule tumorali.

    La sua esecuzione richiede l’assunzione di un radiofarmaco, ovvero un tracciante radioattivo che si accumula nelle zone con una maggiore attività metabolica. Le immagini vengono riprodotte in tempo reale durante l’esame ed analizzate dal medico prima di consegnare il referto.

    I radiofarmaci più utilizzati nella scintigrafia variano a seconda della zona trattata per permettere l’assorbimento in ogni tessuto.

    Ad esempio, nella scintigrafia ossea si usa il tecnezio coniugato con metilen-difosfonato (99mTc-MDP), mentre in quella tiroidea si ricorre allo iodio 123.

    Come si smaltisce il radiofarmaco dopo la scintigrafia

    Per eliminare più rapidamente il radiofarmaco dopo la scintigrafia, i nostri medici consigliano di favorire una buona idratazione e di urinare spesso dopo l’esame.

    La vescica sembra essere l’organo più esposto alle radiazioni: per questo motivo si può ridurre qualsiasi rischio assumendo liquidi in abbondanza.

    Precauzioni post-esame

    Nonostante il tracciante venga smaltito in poco tempo e si possa tornare da subito alle normali attività quotidiane, si consiglia di seguire il seguente protocollo.

    Nelle 24 ore post-esame si raccomanda di evitare il contatto con bambini o donne in gravidanza, mantenendo una distanza di circa 1-2 metri, e di non soffermarsi a lungo nei luoghi pubblici (supermercati e ristoranti), per non incorrere nel rischio di irradiare le persone vicine.

    Controindicazioni alla scintigrafia

    La scintigrafia, anche se prevede l’assunzione di un radiofarmaco non rappresenta un esame pericoloso: se ritenuto necessario dai nostri specialisti in medicina nucleare, anche i bimbi piccoli e gli anziani possono sottoporsi a questo esame.

    Al contrario, è controindicato effettuare la scintigrafia in gravidanza per non sottoporre il feto alle radiazioni.

    Se si allatta, i nostri medici potrebbero valutare di rinviare l’esame o far sospendere l’allattamento per un certo periodo, evitando in questo modo che il tracciante venga trasmesso al bambino.

    Scintigrafia da Emicenter

    Il Centro Medico Nucleare di Emicenter offre la possibilità di sottoporsi agli esami di scintigrafia.

    È possibile contattarci presso le nostre sedi per ottenere maggiori informazioni sulle modalità di prenotazione.

    AVVISO AI PAZIENTI
    Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

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