Menopausa precoce, cause e conseguenze

La menopausa viene definita precoce quando compare prima dei 40 anni di età a causa di diversi fattori, provocando spesso nella donna uno stato di considerevole disagio soprattutto per le conseguenze che comporta.

In caso di menopausa precoce, la produzione degli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, si interrompe prima del tempo, e con essa termina il periodo di fertilità.

Che cos’è la menopausa precoce

La menopausa viene definita precoce quando si presenta in donne con meno di 40 anni di età, quindi in anticipo rispetto alla menopausa fisiologica, che ha invece un’insorgenza tra i 48 ed i 52 anni.

È una condizione in cui si ha un prematuro esaurimento della riserva ovarica: viene meno, prima del tempo, la capacità riproduttiva.

La menopausa precoce può essere spontanea o indotta: quella spontanea, detta anche insufficienza ovarica prematura, interessa circa l’1% delle donne italiane, frequentemente con sintomi iniziali silenti; quella indotta, detta anche menopausa iatrogena, è invece dovuta agli effetti di farmaci o a procedure terapeutiche e riguarda una percentuale di donne compresa tra il 3,5% ed il 4,5%.

Quali sono i sintomi della menopausa precoce

La sintomatologia che contraddistingue la menopausa precoce è analoga a quella della menopausa fisiologica, ma spesso più intensa.

I principali sintomi comprendono irritabilità, tachicardia, disturbi legati al ritmo del sonno, pelle secca, alterazioni dei sistemi di termoregolazione (con sudorazione notturna e tipiche vampate), sbalzi d’umore, caduta dei capelli, cambiamenti di peso e modificazioni della sfera sessuale.

Rispetto alla menopausa fisiologica, nella menopausa precoce si aggiungono anche sintomi psichici, come ansia e depressione, legati alla prospettiva di non poter più concepire quando si è ancora in giovane età.

Cause della menopausa precoce

Distinguiamo le cause della menopausa precoce spontanea da quelle della menopausa iatrogena.

La menopausa precoce spontanea può essere causata da diversi fattori:

  • Genetici: anomalie cromosomiche, come la sindrome dell’X fragile o la sindrome di Turner;
  • Familiari: nel caso di soggetti con madre, sorella, nonna o zie che a propria volta siano andate in menopausa prima dei 40 anni di età;
  • Autoimmuni: legati a condizioni in cui vengono prodotti autoanticorpi che attaccano vari organi tra cui le ovaie, come accade nelle tiroiditi, nell’artrite reumatoide, nel morbo di Addison, nella miastenia gravis o nel lupus eritematoso sistemico;
  • Alterazioni metaboliche o enzimatiche: diabete, emocromatosi, celiachia, galattosemia;
  • Idiopatici, ovvero non noti.

La menopausa precoce iatrogena può, invece, derivare da:

  • trattamenti farmacologici (chemioterapie);
  • irradiazione del pavimento pelvico (radioterapia)
  • in seguito a interventi chirurgici che abbiano comportato l’asportazione dell’utero, delle ovaie o di formazioni ovariche.

Conseguenze della menopausa precoce

Le principali conseguenze della menopausa precoce sono l’infertilità e un aumentato rischio di sviluppare sia l’osteoporosi che una malattia cardiaca.

L’infertilità è causata dall’interruzione della produzione di ovuli.

La maggior predisposizione all’insorgenza di osteoporosi, e di conseguenza di fratture, è legata invece alla diminuzione dei livelli di estrogeni, che rivestono un ruolo cruciale nella formazione e nel mantenimento del tessuto osseo, poiché agiscono sia sull’assorbimento del calcio, che sulla densità ossea e sulla composizione dei tessuti molli.

Alcuni accorgimenti da attuare nel proprio stile di vita, come la pratica regolare dell’esercizio fisico, un’alimentazione sana e bilanciata con adeguati livelli di calcio e vitamine A, C e D, potranno aiutare a prevenire gli effetti dell’osteoporosi.

Svariati studi hanno messo in luce il collegamento tra menopausa precoce e accresciuto rischio cardiovascolare, dovuto al fatto che in menopausa si verifica un esaurimento funzionale delle ovaie che provoca, a propria volta, il venir meno dell’effetto protettivo che gli estrogeni esercitano sul sistema cardiovascolare.

Fattori di rischio della menopausa precoce

Diversi fattori di rischio possono contribuire alla comparsa della menopausa precoce:

  • la familiarità, in considerazione del fatto che l’età d’insorgenza riconosce un’importante componente di tipo ereditario;
  • il fumo, poiché contiene sostanze chimiche capaci di provocare anomalie cromosomiche ed alterazioni a livello ovarico, modificando l’attività ormonale;
  • l’abuso di alcol.

Diagnosi di menopausa precoce

Per fare una diagnosi di menopausa precoce si procederà, prima di tutto, con l’anamnesi e l’esame obiettivo, seguiti da tutte le indagini che possano ritenersi necessarie ad escludere altre cause di assenza di flusso mestruale (come l’eccessivo esercizio fisico o una perdita di peso considerevole) e patologie concomitanti (ad esempio malattie tiroidee, genetiche o autoimmuni).

A seguire si effettueranno le analisi del sangue, per stabilire quali siano gli effettivi livelli dell’ormone FSH (ormone follicolo stimolante) unitamente a quelli degli estrogeni (17beta estradiolo, principale ormone prodotto dalle ovaie durante il ciclo mestruale).

In aggiunta alla misurazione dei livelli di FSH ed estradiolo, effettuata per almeno 4 settimane, sarà utile valutare anche altri due importanti indicatori: l’inibina B, che rappresenta il più grande inibitore dell’FSH e che, essendo prodotta dai follicoli ovarici, diminuisce al ridursi del loro numero, e l’ormone antimulleriano, anch’esso di produzione follicolare.

L’ecografia pelvica o l’ecografia transvaginale forniranno invece una precisa immagine di utero e ovaie e permetteranno di verificare se la riserva ovarica sia stata compromessa in maniera considerevole.

Trattamento della menopausa precoce

Oltre all’attuazione di uno stile di vita il più possibile corretto, il trattamento della menopausa precoce si avvale generalmente di una terapia ormonale sostitutiva personalizzata, incentrata sull’assunzione di specifici farmaci a base di ormoni estro-progestinici, che in quanto tali compenseranno la mancanza di quelli naturali che le ovaie non sono più in grado di produrre.

Sarà naturalmente importante concordare sempre con il proprio medico di riferimento la scelta di avvalersi o meno della suddetta terapia, bilanciando i vantaggi con le possibili controindicazioni (precedente tumore al seno, all’utero o alle ovaie, ipertensione, malattie epatiche, problemi di coagulazione del sangue).

Menopausa precoce e possibilità di avere un figlio

Nei casi in cui si attesti la presenza di una riserva ovarica ridotta in una donna giovane che non abbia ancora avuto figli, si potrà optare per due possibili strade:

  • La crioconservazione degli ovociti (che potranno essere usati, per un tempo di circa 10 anni, per la fecondazione in vitro), da effettuarsi in centri di alta specializzazione;
  • L’utilizzo degli ovociti di una donatrice nell’ambito di un percorso di fecondazione eterologa.

Conclusioni

Nel caso si evidenzino sintomi caratteristici in donne con meno di 40 anni, sarà quindi opportuno rivolgersi al proprio ginecologo, soprattutto in presenza di condizioni di familiarità.

È comunque importante, in ogni evenienza, rispettare sempre opportune regole comportamentali, comprendenti un’alimentazione equilibrata, l’esercizio fisico ed un ridotto consumo di caffeina e alcol.

Diagnosi della menopausa precoce da Emicenter

Da Emicenter è possibile effettuare tutte le analisi di laboratorio e gli esami strumentali necessari alla diagnosi della menopausa precoce.

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AVVISO AI PAZIENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.

Bibliografia

Okeke T, Anyaehie U, Ezenyeaku C. Premature menopause. Ann Med Health Sci Res. 2013;3(1):90-95. doi:10.4103/2141-9248.109458

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