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    La diagnosi della prostatite

    La diagnosi della prostatite

    Per prostatite si intende una serie di condizioni cliniche patologiche della prostata che vanno dall’infezione batterica a vere e proprie sindromi di dolore cronico causate da diversi fattori, in cui la ghiandola della prostata è spesso infiammata. Circa il 2-10% degli uomini in età adulta soffre di sintomi compatibili con la prostatite cronica. I sintomi principali della prostatite sono il dolore durante la minzione e l’eiaculazione o il dolore cronico alla vescica, perineo, testicoli e zone limitrofe. Si possono distinguere quattro tipi di prostatite, che si distinguono tra loro per la causa dell’infiammazione (prostatite batterica o non batterica) o in base al tempo in cui si manifesta (prostatite acuta o cronica).

    La diagnosi della prostatite

    La diagnosi di prostatite si basa principalmente sui sintomi, mentre l’esame obiettivo e la palpazione della prostata sono l’altro pilastro diagnostico. Una volta confermato il sospetto di prostatite è necessario eseguire esami colturali su urine e liquido seminale per identificare l’eventuale presenza e il tipo di batteri responsabili della malattia. Nei casi più complicati sono necessari esami più approfonditi ed invasivi.

    L’anamnesi del paziente

    L’intervista al paziente deve valutare la presenza di febbre o febbricola, bruciore e dolore durante la minzione o i rapporti sessuali, difficoltà alla minzione, urgenza minzionale, minzioni frequenti di giorno e notte, scomparsa dei dolori alla vescica dopo aver urinato. Bisogna inoltre indagare se coesistono dolore ai testicoli, al basso ventre o al perineo. Altra parte importante dell’intervista riguarda lo stile di vita, l’anamnesi lavorativa e le abitudini alimentare del paziente. Infine si valuta se ha altre malattie che possono essere causa dei sintomi, come le malattie neurologiche, depressione o stress.

    L’esame urologico 

    L’esame obiettivo dell’urologo comprende l’esame digito-rettale (DRE). Questo esame consiste nella palpazione della prostata e dei tessuti circostanti attraverso la parete del retto, introducendo nel retto un dito guantato e lubrificato. Si valutano le dimensioni, la compattezza e la consistenza della prostata e l’eventuale presenza di dolore causato dal contatto o dalla pressione del dito sulla ghiandola. Con l’esame obiettivo si esamina inoltre l’eventuale presenza di zone dolenti al basso ventre e al perineo o uno stato di spasticità dei muscoli perineali.

    Gli esami di approfondimento

    Nel sospetto di un’infiammazione della prostata è necessaria la ricerca dell’eventuale agente patogeno causa di una prostatite batterica. Tale ricerca viene effettuata con un esame colturale delle urine. In caso di prostatite cronica può essere utile eseguire il test di Meares-Stamley o il test pre-massaggio e post-massaggio (PPMT).

    Il test di Meares-Stamey è un’indagine utile per valutare se una infezione del basso tratto urinario è dovuta ad un problema all’uretra (uretrite) o alla prostata (prostatite cronica). Il test richiede di raccogliere 3 campioni separati che contengono un primo getto di urina, un getto intermedio e un campione di urina ottenuto dopo aver massaggiato la prostata.

    Nel test pre-massaggio e post-massaggio (PPMT), i campioni di urina vengono ottenuti prima e dopo aver effettuato un massaggio della prostata e mandati in laboratorio per un esame delle colture batteriche. La diagnosi di prostatite batterica cronica avviene quando sono presenti contemporaneamente batteri e globuli bianchi nel campione di urine post-massaggio.

    Attualmente si ritiene utile eseguire anche l’esame colturale del liquido seminale (spermiocoltura) mentre ha perso di importanza il doloroso tampone uretrale.

    Gli esami di secondo livello

    Tra gli esami più approfonditi, cosiddetti di secondo livello, si annoverano:

    • L’ecografia sovrapubica per valutare la presenza di calcoli o di un importante residuo postminzionale.
    • La cistoscopia, per osservare direttamente eventuali restringimenti dell’uretra, l’ipertrofia del collo vescicale o ulcere o zone arrossate della vescica.
    • L’esame urodinamico, per valutare se ci sono problemi di ostruzione allo svuotamento della vescica o di scoordinamento tra i muscoli coinvolti nella minzione.

    La prevenzione della prostatite

    Per prevenire l’infiammazione prostatica è consigliabile assumere un’alimentazione corretta, come quella indicata nella dieta mediterranea, che prevede il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti e vitamine (soprattutto A, C ed E), zinco, selenio e manganese. Le sostanze da evitare o almeno limitare sono quelle che favoriscono gli stati infiammatori, contenuti negli alimenti speziati o piccanti e gli insaccati. Meglio limitare anche gli alcoolici e bere molta acqua, per eliminare attraverso l’urina i liquidi e le tossine presenti. La prostatite è un disturbo frequente nelle persone che trascorrono molto tempo alla guida per motivi di lavoro. In questi casi, l’utilizzo di cuscini appositi può aiutare a prevenire l’infiammazione prostatica.

    Fonte: questionidiprostata.it

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