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    Sonno a rischio dopo i 50 anni

    Sonno a rischio dopo i 50 anni

    Un buon sonno gioca un ruolo determinante per un corretto stile di vita e per salvaguardare il benessere psicofisico. Ma circa la metà delle persone fra i 48 e 65 anni (le donne più degli uomini) inizia ad accusare problemi, come una sveglia mattutina troppo precoce e un riposo non continuativo. E la stragrande maggioranza degli italiani intervistati da un sondaggio condotto dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere ammette di dormire meno delle 8 ore per notte considerate salutari.

    60 diversi disturbi del sonno

    Si ritiene che un cattivo sonno abbia molte conseguenze, soprattutto dal punto di vista psichico, con ripercussioni notevoli su tutti gli ambiti della vita, dalla sfera affettiva e personale, ai rapporti sociali, a quello professionale o scolastico. Esistono circa 60 diversi disturbi del sonno: lo stress mentale e i traumi, la stanchezza fisica e uno stile di vita non adeguato o non regolare ne sono considerati le principali cause. L’insonnia, ad esempio, è 1,5 volte più comune nelle donne che negli uomini e il valore tende ad aumentare nel tempo, dopo i 65 anni raggiunge l’1,7. Questa diversa incidenza dipende da molti fattori, sia socioeconomici sia ormonali. L’aumentata prevalenza di questo disturbo nel post-fertilità può essere spiegata con una riduzione della secrezione di melatonina che colpisce in modo più marcato le donne a cui si associa una diminuzione dei livelli di progesterone nella fase menopausale.

    Apnee ostruttive nel sonno, rischi per la salute

    Tra i disturbi che si verificano durante il riposo, hanno un ruolo molto rilevante anche le apnee ostruttive nel sonno. Il quadro clinico dell’ apnea ostruttiva è diverso rispetto al genere: il russamento è più intenso e le apnee sono più numerose nell’uomo, mentre sintomi di insonnia, stanchezza e cefalea mattutina al risveglio sono più frequenti nella donna. Le donne che ne soffrono perdono, a causa di questo problema, più giornate di lavoro rispetto agli uomini. E le differenze non finiscono qui: soffrire di apnea del sonno nell’uomo è un fattore di rischio più importante per lo sviluppo di ipertensione arteriosa e malattie vascolari, mentre le donne hanno maggiori probabilità di presentare depressione e ansia.

    Il cattivo sonno influisce anche sulle relazioni di coppia

    Una corretta igiene del sonno influisce anche sulla vita di coppia: la carenza di ore di sonno provoca uno stato di irritabilità, aumenta la stanchezza, causa insofferenza nella coppia, a volte allontanandola e mettendo quindi a rischio la vita intima, riducendo gli aspetti di tenerezza e di affettività. Più in generale, un riposo inadeguato può favorire la comparsa di disturbi cognitivi con diminuzione della concentrazione, della memoria, delle prestazioni professionali, difficoltà relazionali. E anche conseguenze più gravi quali depressione, ansia cronica, rischi cardiovascolari, metabolici e obesità. Inoltre la carenza di sonno può portare ad abuso di alcol o sostanze cannabinoidi.

    Tanti rimedi, bisogna scegliere quello più indicato

    Rivolgersi al medico è certamente l’opzione migliore rispetto al fai da te. È opportuno contattare il proprio curante o uno specialista quando i disturbi persistono per qualche settimana e non sono legati a una causa specifica transitoria (come ad esempio il cambio di fuso orario dopo viaggio intercontinentale) e quando soprattutto modificano la qualità di vita della persona che ne soffre. Solo parlando con il proprio medico di base o con uno specialista si può scegliere la terapia più efficace nel singolo caso. I rimedi contro i disturbi del sonno possono essere molteplici, a partire dall’adottare uno stile di vita sano e da un’alimentazione appropriata, soprattutto la sera. Può aiutare anche praticare tecniche di rilassamento, oppure ricorrere all’assunzione di integratori o di farmaci appositi, dietro prescrizione medica. Ma è molto importante che i pazienti si confrontino con uno specialista per trovare la soluzione terapeutica più idonea al problema.

    Fonte: corriere.it

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