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    Segui il ritmo del cuore

    Segui il ritmo del cuore

    Scoprire una malattia cardiovascolare per tempo può vuol dire  salvarsi la vita. Anche se il cuore è in grado di avvisarci quando inizia a non funzionare come dovrebbe, ci sono sintomi che potrebbero essere confusi con quelli di altre patologie, e quindi sottovalutati. In condizioni normali una persona sana non percepisce l’attività cardiaca; quando accade il contrario si tratta delle cosiddette palpitazioni o meglio, cardiopalmo che può essere legato ad un’aritmia patologica oppure a una semplice accelerazione della frequenza cardiaca, indotta da uno sforzo fisico violento, da uno stato di ipereccitazione o da una crisi d’ansia.

    palpitazioni-cardiopalmo_700x525Se invece si percepisce una continua sensazione di irregolarità dei battiti, potrebbe trattarsi di fibrillazione atriale.
    È sempre utile effettuare un check-up e un elettrocardiogramma, specie dopo i cinquant’anni, e soprattutto se si ha una vita sedentaria. È un esame semplice e non invasivo, veloce ed efficace nel diagnosticare i disturbi del cuore come, ad esempio, i battiti irregolari della la fibrillazione atriale.

    Cos’è la fibrillazione atriale?
    Si tratta di un “capriccio” del cuore, un piccolo disturbo comunemente chiamato anche aritmia cardiaca, un battito alterato costantemente in modo significativo e “aritmico”.

    Quali sono le conseguenze dell’aritmia cardiaca?
    Il cuore che non batte regolarmente può accumulare piccoli ristagni di sangue che nel tempo possono trasformarsi in grumi, che comunemente si chiamano trombi. Se i trombi entrano in circolo ostruendo i vasi sanguigni e impedendo al sangue di circolare il rischio è l’ictus cerebrale o altri danni cardiaci.

    elettrocardiogrammaQuando è bene fare i controlli?
    La fibrillazione atriale non è un disturbo comune in età giovanile, ecco perché è meglio fare un controllo dopo i cinquant’anni, specie se si è affetti da diabete, se si fuma, se si è in sovrappeso o se si hanno genitori che hanno avuto problemi cardiaci. Per diagnosticare la fibrillazione atriale è possibile, oltre all’elettrocardiogramma, eseguire un altro esame, il cosiddetto Holter cardiaco o elettrocardiogramma dinamico completo, un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del cuore. Per la verifica diagnostica di diverse patologie a carico del cuore e delle valvole cardiache può essere necessaria la Risonanza Magnetica Cuore, che può  essere impiegata anche per l’esame delle patologie vascolari. Se si sospetta una cardiopatia ischemica o si vuole valutare l’entità e la distribuzione delle zone del cuore che ricevono meno sangue e il comportamento del cuore sotto sforzo è possibile eseguire una Tomoscintigrafia Miocardica.

    Il cuore ti avvisa!
    Il campanello di allarme di irregolarità cardiache può essere la stanchezza diffusa anche per azioni comuni e normali come salire le scale o camminare a lungo. Specialmente se il sonno non elimina la stanchezza.

    Le regole da seguire.
    Una vita regolare negli orari e nelle abitudini, la giusta quantità di sonno, mantenere il sangue fluido bevendo molta acqua, non sottoporre il cuore a superlavoro con pasti troppo abbondanti ma preferire piccoli pasti leggeri e poveri di grassi durante la giornata. Mangiare cibi ricchi di grassi può compromettere l’efficacia dei farmaci, per cui è meglio scegliere gli alimenti giusti con l’aiuto del medico.

    Se i farmaci non bastano
    I farmaci che normalmente vengono prescritti per la fibrillazione atriale sono fluidificatori del sangue che contribuiscono a evitare la formazione di trombi. È necessario però sottoporsi anche a esami per il controllo dei livelli di coagulazione del sangue.
    Se le terapie e l’alimentazione non bastano a far tornare il cuore a battere regolarmente, sarà il medico a suggerire, eventualmente, la cardioversione, un piccolo intervento che che si esegue sotto anestesia applicando sul torace del paziente due stimolatori elettrici per riorganizzare gli impulsi elettrici delle cellule del cuore. Oppure l’ablazione che consiste nell’individuare il punto esatto del cuore da dove partono i segnali elettrici che alterano la regolarità del battito, intervenendo con una sottilissima sonda che raggiunge il cuore attraverso le vene. Raggiunto il cuore e individuato il gruppo di cellule responsabili della fibrillazione, queste si possono “zittire” con un impulso elettromagnetico ad alta frequenza. In questo modo, il cuore torna a battere con regolarità.

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