• 30 GEN 17
    • 0
    Risonanza magnetica: come funziona, rischi e preparazione

    Risonanza magnetica: come funziona, rischi e preparazione

    Procedura comunemente utilizzata negli ospedali di tutto il mondo, la risonanza magnetica è una tecnica diagnostica che utilizza campi magnetici e radiofrequenze (ovvero onde radio come quelle della TV o dei telefonini) per ottenere immagini dettagliate dei tessuti e degli organi del corpo.
    «Dal momento che non utilizza radiazioni ionizzanti, la risonanza magnetica è priva dei potenziali effetti negativi di tutte le tecniche che espongono il paziente a raggi X o gamma, come per esempio la radiografia o la TAC – spiega il professor Francesco Sardanelli, Responsabile Radiologia e Diagnostica per Immagini dell’IRCCS Policlinico San Donato (Gruppo ospedaliero San Donato) – Tutti i distretti del corpo (encefalo, cuore, torace, organi addominali, articolazioni, colonna vertebrale) sono studiabili con risonanza magnetica, ma è importante che l’esame venga mirato in modo appropriato dopo preliminari accertamenti con altre tecniche».

    Che differenza c’è tra la risonanza magnetica con e senza contrasto?

    Nonostante la risonanza magnetica sia già in grado di fornire rilevanti informazioni, talvolta, per riconoscere o valutare in maniera più approfondita lesioni e quadri patologici specifici, può essere utilizzato un mezzo di contrasto.
    «I mezzi di contrasto più utilizzati in risonanza magnetica sono a base di Gadolinio e sono somministrati per via endovenosa – afferma il professor Sardanelli – Il mezzo di contrasto è controindicato nei pazienti con funzionalità renale compromessa. È inoltre importante che i pazienti con asma allergico o storia di allergie a farmaci (in particolare a mezzi di contrasto) lo segnalino al momento della prescrizione, della prenotazione e dell’esecuzione dell’esame».

    Ci sono rischi o accorgimenti che sarebbe bene osservare prima di sottoporsi a questo esame?

    «Poiché la risonanza magnetica utilizza campi magnetici e radiofrequenze, i pazienti che sono portatori di dispositivi metallici, elettrici o elettromagnetici non rimovibili, devono essere valutati attentamente al fine di identificare controindicazioni assolute (quali clip metalliche ferromagnetiche cerebrali o schegge metalliche endooculari) e relative (quali i pacemaker e defibrillatori) o semplici condizioni che potrebbero limitare la qualità delle immagini (quali le protesi ortopediche)» risponde l’esperto.

    Come bisogna prepararsi alla risonanza magnetica?

    «A seconda del distretto corporeo da indagare, può essere indicata una preparazione specifica – spiega il professor Sardanelli – In linea generale, per gli esami senza mezzo di contrasto non è necessaria alcuna preparazione, mentre per gli esami con mezzo di contrasto è richiesto un digiuno di almeno 4 ore».

    Ci sono controindicazioni per chi soffre di claustrofobia?

    emicenter-risonanza-magneticaGli esami di risonanza magnetica sono demandati a tecnologie caratterizzate da un tunnel cilindrico orizzontale a campo “chiuso”. per questo motivo i soggetti claustrofobici o con difficoltà a mantenere la posizione supina per almeno 15-20 minuti, potrebbero avere difficoltà ad eseguire l’indagine.
    Emicenter dispone di una nuova risonanza magnetica total body con architettura “aperta”.Questa struttura abbina un elevato potere diagnostico a un bassissimo impatto claustrofobico. Il sistema consente di accogliere anche pazienti obesi, superando le note difficoltà di introduzione nei sistemi cilindrici tradizionali. L’approccio all’esame è molto rassicurante grazie all’assenza di barriere con l’ambiente circostante.

     

    Fonte: donnamoderna.com/salute

    Leave a reply →