• 06 GIU 17
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    Quando i rimedi della nonna diventano pericolosi?

    Quando i rimedi della nonna diventano pericolosi?

    Da che mondo è mondo, le nonne hanno sempre avuto una soluzione per tutto, rimedi utili per qualsiasi problema di salute. Con il passare degli anni, però, la scienza ha bocciato trucchetti come il bagno ghiacciato per abbassare la febbre o il burro sulle ustioni per non sentire dolore.

    Non sono sempre i rimedi giusti

    Uno studio presentato al Pediatric Academic Societies Meeting di San Francisco ha analizzato diverse pratiche tradizionalmente considerate efficaci, smentendone i benefici e sottolineando la pericolosità di certe convinzioni. La ricerca ha interessato circa 800 nonni che crescono almeno un bambino ed è stata presentata dal team di Andrew Adesman, responsabile della Pediatria dello Sviluppo al Cohen Children’s Medical Center di New Hyde Park, a New York. “Il numero di bambini cresciuti principalmente dai nonni è aumentato. Come pediatri noi vogliamo che i bambini siano nelle mani migliori possibili e che la loro salute sia la migliore possibile, così i miti generazionali sono una delle aree cui ci siamo dedicati nell’occuparci del tema dei bambini allevati dai nonni”, ha spiegato l’esperto alla Cbs.

    Un questionario per 800 nonni

    Ai nonni è stato proposto un questionario su diversi rimedi comuni oramai considerati inefficaci. Sono emerse convinzioni non pericolose – come non far mangiare latticini a un bambino con la diarrea – e altre preoccupanti. Il 44% dei nonni raccomanda bagni di ghiaccio per far scendere la febbre molto alta, mentre i medici sanno che una pratica del genere può causare ipotermia (l’American Academy of Pediatrics consiglia bagni tiepidi). Il 25% circa degli anziani, invece, ignora che la posizione ideale per far dormire un bebè, e scongiurare il rischio di sindrome da morte in culla, è sulla schiena, e non a pancia in giù. “È da circa 20 anni che si è scoperto che è molto più sicuro”, ha spiegato Adesman. L’esperto ha poi sottolineato che l’obiettivo della ricerca è di mettere in guardia gli anziani, e non di sminuirli.

    Fonte: rainews.it

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