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    Mammografia, un problema di ansia collettiva

    Mammografia, un problema di ansia collettiva

    Hai passato i 40 e ogni due anni hai questo appuntamento, sapendo che così puoi scongiurare il peggio. È un normale controllo di routine, dovresti essere tranquilla, invece sei tesa come una corda di violino. Sai bene qual è la tua paura, che questa volta ti dicano che c’è qualcosa di dubbio, un sospetto.

    Ti sembra di sapere tutto quel che c’è da sapere sul tumore alla mammella e sulla mammografia, ma qualche dubbio c’è sempre.

    Sai che, come ogni altro organo, anche il tuo seno può ammalarsi. Esistono infiammazioni o infezioni mammarie, le cosiddette mastiti (ti è successo con il primo bambino, te lo ricordi bene), esistono patologie della pelle, eczemi (forse non avresti dovuto scottarti così spesso d’estate) e noduli.

    Tutti questi sintomi possono essere benigni, pretumorali o veri e propri tumori, lo sai e te ne preoccupi.
    E fai bene, perché la prevenzione del seno è la prima arma di cui disponi.
    Lo sai così bene che consigli di farla anche alle tue amiche, quelle che non ne sanno niente e che ancora pensano che la mammografia faccia troppo male, che se stuzzichi il seno prima o poi il cancro ti viene veramente.

    Dunque è arrivato il momento di fare ancora una volta chiarezza, di rasserenare ogni donna e aiutarla a comprendere la propria situazione, per meglio valutare e decidere, assieme al proprio medico, se sottoporsi o no, e quando, a una mammografia.

    I dubbi e le paure nella testa delle donne.

    Le motivazioni, le attese, i dubbi, possono causare ansia e paura. La decisione di sottoporsi o meno a un controllo dipende dal proprio vissuto, dalla propria percezione del rischio e dalle informazioni ricevute, che non sempre corrispondono alle conoscenze scientifiche attuali.

    Ingrandisci l’Infografica sulla Mammografia ®

    Infografica Mammografia EmicenterLa Mammografia è un esame sicuro?

    La nuova tecnologia digitale ha permesso di ridurre notevolmente la quantità di radiazioni. Il rischio legato all’assorbimento di raggi X durante l’esame mammografico è estremamente basso e diminuisce con l’aumentare dell’età della donna.

    L’Esame Mammografico  è doloroso? Quanto dura?

    Nella mammografia ogni seno è compresso tra due lastre per essere esaminato da diverse angolazioni. La compressione della mammella è necessaria: più il seno è appiattito, minore è la dose di raggi necessaria e più precisa è la radiografia. La compressione non danneggia il tessuto mammario e per la maggior parte delle donne non risulta dolorosa. Un certo disagio può essere provato se si ha il seno dolorante alla palpazione ma, grazie ai nuovi sviluppi tecnologici, la compressione dura solo pochi secondi.

    Se ho il seno piccolo è un problema?

    Le dimensioni delle mammelle non sono una controindicazione. L’importante è che il tecnico che esegue l’esame abbia l’accortezza di posizionare correttamente il seno, per avere una qualità dell’immagine sufficiente da permettere una lettura adeguata da parte del radiologo. Dopotutto anche gli uomini si sottopongono alla mammografia in presenza di sospetta neoplasia mammaria.

    Se ho le protesi posso farla lo stesso?

    Dipende dal tipo di protesi impiantata e dalla sua collocazione. Le protesi più vecchie erano formate da polimeri radiopachi che ostacolavano il passaggio dei raggi X, quelle più recenti invece sono radiotrasparenti. In questi casi l’efficacia diagnostica è simile a quella di un seno naturale. Anche la collocazione delle protesi è importante. Se l’impianto è al di sotto del muscolo pettorale, la mammografia non richiede particolari precauzioni, invece se le protesi sono posizionate al di sopra del muscolo, l’indagine risulterà meno agevole. È importante comunque informare il radiologo sulla presenza di protesi prima dell’esame.

    Può bastare solo la mammografia per diagnosticare il cancro?

    La mammografia è l’esame con maggiore sensibilità nei tumori in fase iniziale, inferiori a 1 cm, in particolare nelle mammelle poco dense delle donne nella fascia di età 40-69 anni. Andrebbe sempre e comunque associata all’esame clinico e all’ecografia in particolare nei seni radiologicamente densi e nelle donne più giovani. Integrare più metodiche è fondamentale per avere meno falsi negativi nella diagnosi.

    Cosa succede in caso di risultato sospetto?

    Se la mammografia segnala delle anomalie, non bisogna allarmarsi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che nulla hanno a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore. In ogni caso, su indicazione del medico senologo, potranno essere effettuati degli approfondimenti diagnostici (tomosintesi, ecografia, agoaspirato, biopsia) in grado di chiarire velocemente ogni dubbio.

    I risultati della mammografia sono sempre certi?

    La mammografia presenta ancora un limitato margine di errore diagnostico, ma rimane, comunque, l’esame salvavita per la maggior parte delle donne che si ammalano, perché permette di intervenire quando il tumore è ancora molto piccolo e ben localizzato. Per avere maggiore sicurezza sulla qualità degli esami e dei referti è importante affidarsi a Centri Diagnostici dotati di apparecchiature all’avanguardia che, con la professionalità di specialisti radiologi e senologi, possano garantire programmi di controllo integrati, servizi efficienti e risultati rapidi.

    Emicenter da sempre promuove l’utilità della mammografia a Napoli quale migliore strumento per la prevenzione del cancro al seno e sostiene le donne con programmi di controllo completi a tariffe agevolate.

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