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    Leucemia: sintomi, diagnosi e trattamenti

    Leucemia: sintomi, diagnosi e trattamenti

    La leucemia è un tumore delle cellule del sangue. Le cellule normali che si ritrovano nel sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) prendono origine da cellule immature – dette anche cellule staminali o blasti – che si trovano nel midollo osseo, cioè in quella parte di tessuto spugnoso contenuto all’interno delle ossa. Nelle persone affette da leucemia vi è una proliferazione incontrollata di queste cellule, che interferisce con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue.

    Quanto è diffusa

    I tumori che colpiscono le cellule del sangue sono molto più frequenti nell’età infantile rispetto a quella adulta.
    Le leucemie acute, in particolare, rappresentano oltre il 25% di tutti i tumori dei bambini e si collocano quindi al primo posto. Le leucemie croniche sono invece più caratteristiche dell’età adulta e rare in età pediatrica. In Italia vengono diagnosticati circa 15 nuovi casi ogni 100.000 persone all’anno, che si traducono in un numero stimato di 4.700 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e poco meno di 3.400 tra le donne.

    Chi è a rischio

    Gran parte delle leucemie che insorgono in età pediatrica dipende da anomalie del DNA, sia a livello dei cromosomi, sia a livello di singoli geni. Inoltre alcune malattie genetiche, come la sindrome di Down, sono collegate a un rischio da 10 a 20 volte superiore di sviluppare una leucemia nei primi dieci anni di vita. Per quanto riguarda gli adulti, esiste un collegamento tra alcuni tipi di leucemia e l’esposizione a dosi massicce di radiazioni o particolare sostanze chimiche. Sono stati infine identificati alcuni fattori di rischio non modificabili, sui quali cioè non è possibile intervenire.

    Tipologie di leucemia

    Le leucemie vengono comunemente distinte in acute e croniche, sulla base della velocità di progressione della malattia. Nella leucemia acuta il numero di cellule tumorali aumenta più velocemente e la comparsa dei sintomi è precoce; nella leucemia cronica invece le cellule maligne tendono a proliferare più lentamente. Con il tempo, però, anche le forme croniche diventano più aggressive e provocano un aumento delle cellule leucemiche all’interno del flusso sanguigno.

    Sintomi

    La leucemia cronica può non dare sintomi nelle fasi iniziali perché le cellule leucemiche non interferiscono in modo eccessivo con le funzioni delle altre cellule. Invece nella leucemia acuta i sintomi si presentano precocemente e possono peggiorare con estrema rapidità. Le cellule leucemiche, al pari delle altre cellule presenti nel sangue, si spostano all’interno dell’organismo. Sulla base del loro numero e della loro localizzazione si avranno diverse manifestazioni quali, per esempio, febbre, sudorazioni notturne, stanchezza e affaticamento, mal di testa, dolori ossei e articolari, perdita di peso, suscettibilità alle infezioni, facilità al sanguinamento oppure ingrossamento della milza e dei linfonodi.

    Talvolta la leucemia può raggiungere anche lo stomaco, l’intestino, i reni, i polmoni e il sistema nervoso portando sintomi specifici che indicano un cattivo funzionamento dell’organo coinvolto. Tutti questi sintomi non sono sicuri segni di leucemia, perché sono comuni a molte altre malattie; occorre quindi rivolgersi al medico per approfondire la natura di eventuali disturbi.

    Diagnosi

    La visita medica è molto importante per controllare se vi è un ingrossamento dei linfonodi, del fegato oppure della milza, e per scoprire eventuali sintomi sospetti come, per esempio, emorragie frequenti.
    Gli esami del sangue, e in particolare l’emocromo, e gli indicatori del funzionamento di reni e fegato danno informazioni molto utili: nella leucemia infatti il numero di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine è alterato rispetto ai valori standard. Con il sangue del prelievo si effettua anche uno “striscio” che consente di osservare le cellule del sangue al microscopio, dal momento che spesso le cellule tumorali hanno un aspetto diverso dalle loro controparti normali.
    Per completare la diagnosi possono essere necessari un prelievo di midollo osseo e di liquido cefalorachidiano. A questi esami possono essere infine associati radiografia, ecografia o TAC per valutare l’estensione della malattia nell’organismo.

    Come si cura

    Oggi la sopravvivenza a cinque anni per tutte le forme di leucemia si aggira intorno al 45% negli adulti, ma arriva al 90% nei bambini colpiti da leucemie linfoidi, e supera il 65% nella forma mieloide acuta. Importante è anche l’età al momento della diagnosi. Il trattamento delle leucemie si avvale dell’utilizzo di più terapie in combinazione, o in sequenza, con lo scopo di ottenere una migliore qualità di vita e in alcuni casi la guarigione definitiva. La terapia dipende dal tipo di leucemia, dal suo stadio e dal fatto che la malattia sia in fase acuta o cronica. Le terapie più utilizzate sono la chemioterapia e i farmaci biologici.

    Radioterapia e chirurgia hanno un ruolo solo marginale nella cura della leucemia, mentre in alcuni casi si ricorre al trapianto di cellule staminali emopoietiche per sostituire le cellule malate distrutte con alte dosi di chemio o radioterapia con quelle sane di un donatore compatibile, spesso un fratello o un familiare, ma a volte anche uno sconosciuto. Questo approccio riesce in alcuni casi, soprattutto nei pazienti più giovani, a curare definitivamente la malattia e può essere utilizzato per le forme che non rispondono più alla chemioterapia.

    Fonte: airc.it

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