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    Le vaccinazioni in età fertile

    Le vaccinazioni in età fertile

    Il Ministero della Salute ha indicato i vaccini che dovrebbero essere somministrati alle donne in previsione della gravidanza e durante i 9 mesi. L’obiettivo è la protezione della futura mamma e del nascituro da alcune malattie, potenzialmente pericolose. Altre vaccinazioni invece non possono essere fatte quando si aspetta un bambino. Ecco una sintesi del documento.

    Dal morbillo all’Hpv

    Alcune malattie possono incidere negativamente sulla fertilità o mettere a rischio l’esito di una gravidanza. Di conseguenza, per le donne in età fertile sono indicate, se non già immuni, le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e papilloma virus (Hpv). Di grande importanza è anche il richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse.

    In previsione di una gravidanza

    In previsione di una gravidanza è necessario che le donne siano protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e della varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro in caso di infezione materna durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione. Per la varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il nascituro, può essere grave anche per la madre. Poiché sia il vaccino Mpr che quello della varicella sono controindicati in gravidanza, è necessario che, al momento dell’inizio della gestazione, la donna sia già vaccinata regolarmente (con due dosi) da almeno un mese.

    Le vaccinazioni durante i 9 mesi

    Nel corso di ogni gravidanza e per ogni successiva gestazione sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e contro l’influenza (nel caso la gestazione si verifichi durante una stagione influenzale). Di grande rilievo è la vaccinazione dTpa durante ogni gravidanza, anche se la donna è già stata vaccinata o è in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse. Infatti, la pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre.

    Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza, idealmente intorno alla 28a settimana, al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare. Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro, sia per la donna in gravidanza sia per il feto. La vaccinazione anti-influenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne che all’inizio della stagione epidemica dell’influenza si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

    I vaccini controindicati

    I vaccini contro morbillo-parotite-rosolia e varicella, contenendo virus vivi attenuati, non possono essere somministrati in gravidanza, sebbene l’effettuazione accidentale della vaccinazione in donne che non sapevano di essere incinte non ha mai fatto registrare un aumento di aborti o malformazioni. È inoltre opportuno che le donne che intendono programmare una gravidanza siano informate della necessità di posticiparla di un mese dopo la vaccinazione. Tuttavia, l’esposizione accidentale della donna in gravidanza alla vaccinazione o l’inizio di una gravidanza entro le quattro settimane successive alla vaccinazione non rappresentano indicazioni all’interruzione volontaria.

    Nel caso una donna non risulti immune, è importante che sia vaccinata prima della dimissione dal reparto di maternità o, comunque, le sia fissato un appuntamento presso il servizio vaccinale nel periodo immediatamente successivo al parto. Anche la vaccinazione anti-Hpv non è attualmente consigliata durante la gravidanza, poiché non sono stati effettuati studi specifici. L’eventuale somministrazione accidentale non comporta l’indicazione all’interruzione volontaria della gravidanza, mentre la vaccinazione dovrà essere sospesa e rimandata sino al completamento dei 9 mesi.

    Fonte: corriere.it

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