• 21 APR 16
    • 0
    Imhotep, la Mummia, Ofiuco e la medicina

    Imhotep, la Mummia, Ofiuco e la medicina

    Se avete visto il film “La Mummia” sapete già chi era Imhotep. Ma sapete anche che è esistito davvero? E sapete che il 13mo segno zodiacale, di cui ultimamente si è sentito tanto parlare, Ofiuco, si riferisce a lui? In ogni tempio d’Egitto era presente un altare dedicato ad Imhotep, considerato il padre della medicina. Vissuto circa 5.000 anni fa (2600 a. c.) “il grande medico degli Dei e degli uomini”, come fu definito degli Egizi, era sommo sacerdote di Ra ad Eliopoli, Gran Visir del faraone Djoser (III dinastia), primo architetto della storia (progettò la famosa piramide a gradoni di Saqqara), grande astrologo, mago, guaritore e patrono degli scribi, in epoca ellenistica la sua figura fu associata a quella di Esculapio.
    Il suo nome è legato alle strepitose capacità e grandi conoscenze in fatto di medicina. Un aneddoto racconta che, per guarire sua moglie Apopi da una malattia agli occhi, sperimentò con successo una cura antibatteriologica. Apopi soffriva di una forma di congiuntivite molto diffusa in Egitto a causa al clima molto asciutto, e particolarmente pericolosa per la vista. “La malattia è provocata da vermi piccoli che non si vedono”: questo capì Imhotep con grande intuito e deduzione. Dopo vari tentativi realizzò una pasta verdastra composta di alcune particolari sostanze che, spalmata sugli occhi, guarì completamente la moglie. Imhotep aveva cominciato ad intraprendere una strada che solo 40 secoli più tardi, con l’aiuto del microscopio, avrebbe portato alla scoperta della batteriologia.
    Alcuni ritrovamenti di utensili medici dimostrano come già al suo tempo i malati venissero operati chirurgicamente. Sembra persino che Imhotep operasse con successo alcuni casi di tumore. Imhotep, che era conosciuto come un medico eccezionale e dalle straordinarie abilità curative, fu una figura fondamentale per la medicina del tempo in quanto ritenuto autore di uno dei più antichi trattati medici ritrovati, noto come il papiro Edwin Smith, in cui sono raccolti e descritti ben 48 casi clinici:
    27 traumi alla testa (casi 1-27)
    6 traumi al collo (casi 28-33)
    2 fratture alla clavicola (casi 34-35)
    3 traumi alle braccia (casi 36-38)
    8 traumi allo sterno ed alle costole (casi 39-44)
    1 tumore ed 1 ascesso nel petto (casi 45-46)
    1 trauma alla spalla (caso 47)
    1 trauma alla colonna vertebrale (caso 48)
    La missione del Saqqara Geophysical Survey Project, guidata dall’archeologo inglese Ian Mathieson, sembra abbia ritrovato, nei pressi della piramide a gradoni di Djoser, il faraone della III dinastia, la tomba del leggendario Imhotep, venerato come dio delle scienze e della medicina. Con tutta probabilità la sua leggenda si diffuse in tutto il mondo allora conosciuto, arrivando sino in Grecia, dove divenne un figlio “adottivo” del dio Apollo e prese il nome di Asclepio (Esculapio), assumendo la carica di divinità protettrice dei medici e dei luminari. Per questo motivo è rappresentato come un uomo che tiene fermo con le braccia un serpente, simbolo di guarigione e rinnovamento. Zeus rese Asclepio immortale facendolo diventare un “dio minore” e tramutandolo nella costellazione di Ofiuco. Dunque Asclepio, che era nato come semidio, divenne un dio sotto forma di costellazione. Rimane interessante notare come i nostri antenati avessero tributato ad un uomo di scienza, proveniente da un’altra cultura, un posto nel cielo (e nel mito!) dando a noi moderni una grande lezione di civiltà e di rispetto.
    Ofiuco deriva dalla parola greca Ofiokos che significa “colui che tiene il serpente – il guaritore”. Ofiuco, a una distanza dalla Terra di 456 anni luce, è dunque una costellazione le cui stelle principali potevano influenzare o essere associate ai “dottori”, ai “guaritori” o ai “medici”, e non a caso: il Serpentario è infatti l’unica costellazione che presenta dei riferimenti ad un uomo realmente esistito e famoso per aver fondato la medicina egizia, divenendo così il primo uomo di scienza ricordato dalla Storia.

    Leave a reply →