• 29 NOV 16
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    Il pessimismo fa male al cuore

    Il pessimismo fa male al cuore

    Non solo diabete, fumo e alimentazione scorretta: anche vedere sempre tutto nero può favorire le malattie al cuore.

    Attenzione, chi vede tutto nero ha qualche motivo in più per tentare di cambiare il proprio atteggiamento e sorridere alla vita. Il pessimismo, infatti, fa male al cuore e potrebbe più che raddoppiare il rischio di morte per malattia delle coronarie (le arterie che portano ossigeno al cuore e che se si chiudono o sono ostruite possono provocare un infarto).

    È quanto suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Public Health che ha coinvolto 2.267 individui (52-76 anni) il cui stato di salute è stato monitorato nel corso di undici anni, tenendo conto di tutti i fattori che possono favorire un decesso per causa cardiovascolare. Condotto in Finlandia presso l’ospedale centrale Paijat-Hame, lo studio suggerisce che il pessimismo possa essere aggiunto alla lista dei fattori di rischio classici per il cuore (diabete, vizio del fumo, alimentazione scorretta). Ma essere ottimisti, almeno per il cuore, non porterebbe ad alcun vantaggio perché non è invece emerso alcun fattore cardioprotettivo. «Elevati livelli di pessimismo sono stati in precedenza legati a fattori che influenzano la salute cardiaca, come ad esempio le infiammazioni, ma i dati sulla connessione tra il rischio di malattia coronarica con l’ottimismo e il pessimismo come tratti di personalità erano relativamente scarsi» ha detto il dottor Mikko Pänkäläinen, autore principale dello studio.

    il-pessimismo-fa-male-al-cuoreIl questionario

    Gli esperti hanno sottoposto i partecipanti a un questionario classico per quantificare la loro indole come pessimista o ottimista. I volontari dovevano dire quanto si riconoscessero in affermazioni come «se il futuro è incerto a me senz’altro andrà tutto bene» (segno di ottimismo), oppure «se una cosa può andare storta sicuramente per me andrà male» (segno di pessimismo). I ricercatori hanno scoperto che 121 tra uomini e donne sono morti per malattia coronarica nel periodo di follow up. Hanno quindi calcolato che i più pessimisti sulla scala di valutazione usata hanno un rischio di morte per malattia coronarica più che doppio (2,2 volte più alto) dei meno pessimisti. L’ottimismo, invece, non è stato riconosciuto come tratto caratteriale «salva-cuore», non sembra infatti comportare benefici cardioprotettivi. Gli stessi autori ammettono che studi di questo genere possono mostrare possibili legami tra il rischio di morte per malattia coronarica e il pessimismo, ma non possono mostrare un collegamento causa-effetto, in quanto anche altri fattori potrebbero giocare un ruolo importante. E il fatto che i dati siano auto-riportati può aver creato incongruenze.

    La prevenzione è importante

    Per i soggetti particolarmente a rischio per malattie circolatorie (diabetici, soggetti con alta familiarità per patologie arteriose e venose) è sempre fondamentale fare dei controlli periodici come un ecocolordoppler per verificare lo stato di salute di cuore, arterie e vene.

    Fonte: corriere.it

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