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    HIV: quando e perchè fare il test

    HIV: quando e perchè fare il test

    L’infezione da Hiv non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L’unico modo per accertarla è quello di sottoporsi al test per l’Hiv. L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da Hiv (sieropositività all’Hiv). L’esito è negativo se non viene riscontrata l’infezione da Hiv (sieronegatività all’Hiv).

    Perchè è importante effettuare il test

    L’infezione da Hiv, nel nostro paese, è ormai considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori. Non esiste ancora una cura in grado di guarire dall’Hiv ma, se l’infezione viene diagnosticata precocemente, le terapie antiretrovirali disponibili offrono un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. In Italia è però altissima e in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus e che arrivano al test Hiv in uno stato di salute già debilitato.

    Se il test è positivo

    La diagnosi precoce offre importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con Hiv di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno. Inoltre, offre la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. È importante sapere che i benefici delle terapie antiretrovirali sono maggiori per chi inizia precocemente il trattamento. Le terapie sono inoltre in grado di diminuire la capacità infettiva dell’Hiv.

    Se il test è negativo

    Per le persone che risultano Hiv negative, il test offre invece un vantaggio in termini di certezza e tranquillità. Per evitare rischi futuri è necessario rispettare poche e semplici regole e praticare Safer Sex nelle avventure di una notte, nei rapporti occasionali, ma anche all’inizio di una nuova relazione. Se la relazione diventa stabile e basata sulla reciproca fedeltà, l’esito negativo del test di entrambi può offrire la possibilità di rinunciare a tali precauzioni.

    Quando farlo

    Il test non è in grado di rilevare l’infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio. Per ottenere un risultato attendibile è necessario che dall’ultimo comportamento a rischio trascorra un periodo di tempo, detto Periodo Finestra, variabile a seconda del tipo di test. In alcuni casi l’infezione non genera alcun sintomo, in altri casi si manifesta invece una sintomatologia acuta che insorge tra i 4 giorni e le 4 settimane successive al contagio e dura solitamente da 1 a 3 settimane.

    hiv-test-positivo-negativoI sintomi più comuni includono febbre, spossatezza, sudori notturni, rigonfiamento dei linfonodi, mal di gola, eruzioni cutanee. Poiché si tratta di sintomi molto comuni e in parte simili a quelli di una semplice influenza, non c’è motivo di allarmarsi. Ma se si manifestano a ridosso di un comportamento sessuale a rischio, è importante fare subito i dovuti accertamenti. Tieni presente che le prime settimane dell’infezione sono quelle in cui la persona con Hiv è maggiormente contagiosa: si stima che la maggior parte delle infezioni sia trasmessa da persone inconsapevoli di aver contratto il virus proprio in questo periodo.

    Tipi di Test HIV

    I test comunemente utilizzati, attraverso un semplice prelievo di sangue, sono Elisa e ComboTest.

    Il test Elisa (Test Hiv-Ab o test di terza generazione) non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-Hiv, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione. A seguito di un comportamento a rischio, l’indicazione è quella di effettuare il test a un mese di distanza, periodo sufficiente a riscontrare il contagio nella quasi totalità dei casi. Se l’esito del test è negativo, l’indicazione è quella di ripetere il test a 3 mesi dal comportamento a rischio per ottenere un risultato definitivo.

    Il ComboTest ( Test Combinato, Test Hiv-Ag/Ab o test di quarta generazione), oltre a individuare gli anticorpi anti-Hiv, è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio. Il Periodo Finestra è in questo caso ridotto a un mese.

    Se hai corso un rischio, l’unico modo per diagnosticare o escludere l’infezione è effettuare il test Hiv

    • Se sono passati almeno 3 mesi dall’ultimo rapporto a rischio, qualsiasi tipo di test effettuerai ti fornirà un risultato certo
    • Se è passato 1 mese, solo un test combinato ti fornirà un esito definitivo, mentre il test Elisa dovrà essere ripetuto a 3 mesi dall’ultimo rapporto a rischio per avere una conferma certa
    • Se sono passati pochi giorni e manifesti sintomi riconducibili alla sindrome acuta retrovirale, puoi recarti presso un Centro Riferimento Hiv dove uno specialista potrà aiutarti a valutare la situazione ed eventualmente a procedere con gli opportuni accertamenti.

    Tieni inoltre presente che:

    • se hai in progetto un figlio, sarebbe opportuno sottoporti al test anche per la sua sicurezza;
    • se hai una relazione stabile, potete effettuare insieme il test: in caso di esito negativo, potrete rinunciare al profilattico e alle regole del Safer Sex, ma a patto di essere sempre fedeli o di non rinunciare mai a proteggere i rapporti sessuali al di fuori della coppia.

    Se hai deciso di fare il test, chiedi informazioni sul tipo di test utilizzato e sul relativo Periodo Finestra: ti è necessario per sapere se l’eventuale esito negativo del test è valido e definitivo o se sarà necessario ripetere il test successivamente.

    Se invece l’esito del test è positivo, tieni presente che oggi esistono diverse proposte terapeutiche in grado di contrastare l’evolversi dell’infezione e che anche una persona con Hiv può condurre una vita lunga, sana e attiva senza rinunciare ai propri progetti.

    Fonte: Lega italiana per la lotta contro l’AIDS

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