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    Flogosi: cosa succede quando il corpo s’infiamma?

    Flogosi: cosa succede quando il corpo s’infiamma?

    Fino a pochi anni fa la flogosi era un problema come gli altri, un sintomo da “spegnere” con i medicinali giusti ma di cui non preoccuparsi più di tanto. Oggi la visione è cambiata e l’infiammazione è al centro degli interessi di medici e ricercatori perché si è capito che questo “fuoco” può compromettere la salute ed è fra i meccanismi principali di una serie interminabile e variegata di malattie tipiche del mondo occidentale, dall’infarto ai tumori. L’infiammazione è protagonista al punto che iniziano a nascere dipartimenti specifici dedicati a studiarla e curarla in tutti i suoi aspetti, per provare ad arginarne gli effetti, che oggi si sa essere molto più importanti di quanto non si sospettasse.

    Danni differenti

    flogosi-acuta«Patologie diverse fra loro come infarto, cancro, obesità, diabete, malattie neurodegenerative condividono meccanismi infiammatori — spiega Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Humanitas di Rozzano (Mi) e docente dell’Humanitas University . Si tratta di un fuoco subdolo ma pericoloso perché, come spiega Francesco Prati, presidente del Centro per la Lotta contro l’Infarto – Fondazione Onlus, «in presenza di infiammazione è più probabile che le placche aterosclerotiche si rompano provocando un infarto. Il colesterolo alto è uno dei fattori che più incrementa il livello di infiammazione generale nei vasi, per cui una prima mossa preventiva è cercare di tenerlo basso con uno stile di vita sano, fatto di dieta equilibrata e movimento regolare».

    Il ruolo dei germi e dei batteri

    Da qui la comparsa di malattie infiammatorie croniche a carico dell’intestino o di altri organi e sistemi più a contatto con l’esterno e quindi con stimoli che inducono una reazione immuno-infiammatoria: non è un caso se pelle e vie aeree sono più spesso coinvolte da patologie con una forte componente infiammatoria come la psoriasi, la dermatite atopica, le allergie, l’asma. «La flogosi è una risposta positiva di difesa, ma quando va fuori controllo o si esplica contro elementi innocui diventa un problema — aggiunge Giorgio Walter Canonica, responsabile del Centro Medicina Personalizzata – Asma e Allergologia all’Humanitas.

    L’infiammazione negli anziani

    Il sistema nervoso e quello immunitario sono più “connessi” di quanto sembri a prima vista, spiega Alberto Mantovani:  «È stato dimostrato che negli anziani che vivono isolati i livelli dei mediatori dell’infiammazione sono più elevati rispetto a quelli che si riscontrano in chi coltiva delle relazioni». Negli anziani che vivono isolati i livelli dei mediatori dell’infiammazione sono più elevati rispetto a quelli che si riscontrano in chi coltiva delle relazioni. Un legame fra flogosi e benessere cerebrale che potrebbe avere ripercussioni interessanti. L’infiammazione aumenta col crescere degli anni ed è anche associata a una maggior mortalità negli anziani. Il motivo potrebbe risiedere nel legame fra flogosi e benessere cerebrale, ma anche nella flora batterica intestinale. Negli anziani che vivono isolati i livelli dei mediatori dell’infiammazione sono più elevati rispetto a quelli che si riscontrano in chi coltiva delle relazioni

    Il fattore positivo dell’infiammazione

    infiammazione-positivaLa flogosi si accende ogni volta che mangiamo,  ma in questo caso non è detto sia un male. Lo sottolinea uno studio, pubblicato su NatureImmunology, secondo cui, poiché in ogni boccone ci sono nutrienti e batteri, l’organismo deve sia distribuire il glucosio, sia gestire germi potenzialmente pericolosi. Il corpo lo fa accendendo nell’intestino un processo di infiammazione controllata e localizzata. Dopo un pasto, intorno al tratto gastroenterico cresce il numero di macrofagi: cellule immunitarie “spazzine” in grado di stimolare la produzione di insulina per una corretta distribuzione del glucosio ingerito.

    La diagnosi di flogosi

    Quando ci sono i sintomi occorre intervenire per una corretta terapia. Quando non c’è una patologia evidentemente infiammatoria in corso è invece più difficile intercettare l’infiammazione sotto soglia, perché tuttora non ci sono marcatori precisi per costruire un “profilo infiammatorio” e capire se stiamo nascondendo una flogosi cronica sotto soglia che potrebbe provocare danni. In attesa di poter individuare e gestire anche queste condizioni patologiche, per il momento si può solo fare prevenzione con uno stile di vita sano che metta al bando ciò che “accende” una reazione infiammatoria, come per esempio l’alimentazione sbagliata, la sedentarietà, il fumo.

    Fonte: corriere.it/salute

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