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    L’epidemia del «collo da tablet»

    L’epidemia del «collo da tablet»

    Un tempo c’erano il ginocchio della lavandaia, il gomito del tennista, la spalla del nuotatore. Il primo si è estinto con l’avvento delle lavatrici, gli altri resistono tuttora. Ma c’è da scommettere che saranno surclassati da un disturbo che si sta avviando a essere sempre più frequente, il dilagante collo da tablet. Si tratta di una «malattia» che si sta diffondendo soprattutto fra i giovani e le donne. I risultati di una recente ricerca mostrano che oltre la metà di chi usa abitualmente il tablet ammette di soffrire di dolori a collo e spalle, nel 15% dei casi talmente intensi da compromettere perfino il sonno.

    Le donne e giovani sono più a rischio

    Le persone con disturbi causati dal tablet, ma anche dall’uso eccessivo dello smartphone, sono in aumento: questi dispositivi vengono impiegati sempre più a lungo e sono diventati indispensabili per il lavoro e lo svago, così si può parlare di una vera e propria “epidemia”. I giovani pare siano più colpiti, forse per l’utilizzo più intenso e prolungato rispetto alle altre generazioni. Sembrano più a rischio anche le donne, a causa di una minore statura e di un minor tono muscolare rispetto agli uomini. Le donne hanno generalmente braccia più corte e spalle più strette: questo può portarle ad assumere più facilmente posizioni “estreme” durante l’uso del tablet. E sono proprio queste, più ancora delle ore passate di fronte allo schermo, a provocare i fastidi.

    Stare a testa china è deleterio per il collo

    Le posture peggiori sono quelle che costringono a guardare in basso o a “sdraiarsi” sul tablet. Il rischio di dolori a collo e spalle raddoppia, per esempio, quando si sta seduti senza un supporto adeguato alla schiena. Un classico è starsene per terra a gambe incrociate con la testa china sul tablet: una modalità d’uso che pare piaccia soprattutto alle ragazze. La probabilità di andare incontro a fastidi cresce anche quando si tiene il tablet in grembo oppure se lo si mette piatto sul tavolo. In tutte queste situazioni la colonna cervicale si china in avanti e va in iper-flessione, la posizione più deleteria per il collo. Lo stesso succede col cellulare, quando siamo in piedi e lo teniamo a livello del bacino: basta passeggiare per strada per vedere tanti ragazzi che camminano in questa posizione.

    I sintomi del collo da tablet

    Collo piegato in avanti, sguardo fisso sullo schermo: è così che si spiana la strada al dolore da tablet o da smartphone perché più ci si china, più aumenta lo stress sulla colonna cervicale. Al punto che inclinandosi di 45 gradi in avanti è come se portassimo un carico di oltre venti chili sul collo. I sintomi tipici del collo da tablet sono la rigidità a livello della nuca e il dolore nella zona cervicale, che può irradiarsi alle braccia fino a intorpidirle.

    La prevenzione

    Per ridurre i rischi è possibile rinforzare i muscoli di collo e spalle con opportuni esercizi. È utile poi usare supporti da tavolo, per evitare di lavorare con lo schermo del tablet in orizzontale, e magari procurarsi una tastiera così da assumere una posizione più corretta mentre scriviamo. È indispensabile poi stare seduti con un supporto lombare. Anche il tempo di utilizzo andrebbe monitorato. Una pausa di circa quindici minuti ogni due ore sarebbe opportuna per far riposare la colonna vertebrale. Purtroppo tanti, seppur invitati ad abbandonare le posizioni viziate o a ridurre l’utilizzo di tablet e smartphone, ignorano i suggerimenti persistendo negli atteggiamenti scorretti.

    Cosa fare in caso di sintomi

    Se la prevenzione non ha funzionato, si può ricorrere a farmaci miorilassanti e antinfiammatori, ma ovviamente sarebbe opportuno astenersi dalle posizioni scorrette almeno durante il periodo di maggior sofferenza. Poi, appena risolta la fase infiammatoria acuta, è utile il potenziamento dei muscoli della zona cervicale, per evitare la ricomparsa dei disturbi.

    Gli altri disturbi della tecnologia

    Il collo da tablet è solo l’ultima malattia da tecnologia digitale: è stato infatti già segnalato il «pollice da smartphone», la tendinite da eccessivo uso dei cellulari per inviare messaggi. Digitare in velocità sulle mini-tastiere significa infatti sollecitare ripetutamente l’articolazione del pollice e indolenzire le altre dita e i polsi. I movimenti che facciamo maneggiando il telefonino siano innaturali per le articolazioni delle mani, che perciò si «allentano» modificando i rapporti fra le ossa, favorendo la comparsa di infiammazione e artrosi.

    Fonte: corriere.it

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