• 07 GIU 18
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    Elettroliti: perchè vanno controllati?

    Elettroliti: perchè vanno controllati?

    L’acqua costituisce circa il 60-70% del peso corporeo di un individuo adulto e rappresenta principalmente il liquido (solvente) in cui sono disciolte altre sostanze di maggiore consistenza (soluti, organici e inorganici) e in cui avvengono tutte le principali reazioni biochimiche indispensabili per la vita. Gli elettroliti sono minerali che si trovano nei liquidi del corpo (sangue, urine e altri) sotto forma di ioni positivi (cationi), principalmente sodio, potassio, calcio e magnesio, e di ioni negativi (anioni), soprattutto cloruri, bicarbonati e fosfati.

    Cosa fanno gli elettroliti

    Gli elettroliti sono importanti poiché tramite la loro carica elettrica permettono di:
    • mandare impulsi nell’organismo per facilitare l’assorbimento delle sostanze nutritive e l’eliminazione dei prodotti di scarto;
    • assicurare l’equilibrio osmotico;
    • mantenere stabili i livelli di acidità (ph) del sangue (rapporto acido-base);
    • permettere la stabilità della pressione del sangue, della quantità di liquidi presenti nel corpo (equilibrio idrico) e delle funzioni fondamentali delle cellule.
    Essi hanno, inoltre, effetti sull’eccitabilità delle membrane delle cellule nervose e svolgono funzioni in diverse reazioni enzimatiche.

    Normalmente, si assumono attraverso il cibo e l’acqua

    Le cause che possono determinare una variazione della loro concentrazione nel sangue sono le malattie che influenzano la quantità di liquidi nell’organismo o che colpiscono i polmoni, i reni, la respirazione o la capacità di mantenere l’equilibrio metabolico (omeostasi). Il livello degli elettroliti nel sangue può variare, ad esempio, a causa di una scorretta alimentazione, di disidratazione o di un eccesso di liquidi nel corpo.

    L’esame per misurare gli elettroliti

    La ricerca dei valori degli elettroliti è un esame prescritto di frequente tra le analisi di routine e rileva la concentrazione nel sangue di alcuni di essi (principalmente sodio, potassio, cloro e bicarbonato). Il loro equilibrio è molto importante per il benessere generale dell’organismo e una loro variazione può creare diversi disturbi ed essere indice di malattie cardiache, malattie polmonari, malattie epatiche e renali, diabete.

    La misurazione del livello di elettroliti può essere prescritta anche se si verificano accumulo di liquidi (edema), crampi, nausea o vomito, debolezza, confusione, battito cardiaco irregolare (aritmia cardiaca). L’esame, inoltre, consente di monitorare gli effetti delle cure di alcune malattie, incluse la pressione alta, l’insufficienza cardiaca, e le malattie epatiche e renali.

    Il test per misurare gli elettroliti

    L’esame consiste in un’analisi di laboratorio effettuata attraverso il prelievo di una piccola quantità di sangue da una vena del braccio. Il digiuno è consigliato, anche se non necessario. L’assunzione di farmaci, generalmente, non influenza il risultato dell’analisi. Tuttavia, poiché alcuni medicinali potrebbero limitare l’assorbimento degli elettroliti da parte dell’organismo, è importante segnalare al proprio medico quale tipo di cura farmacologica si stia seguendo per consentirgli di valutare correttamente i risultati.

    I risultati delle analisi

    Le concentrazioni degli elettroliti dipendono principalmente dagli elementi introdotti con la dieta, dal loro assorbimento, dalla quantità di acqua presente nell’organismo, dalla quantità di acqua eliminata dai reni e possono subire variazioni in relazione alla presenza di diverse malattie. In generale, un malfunzionamento dei reni può portare ad una diminuzione del sodio e del cloro. Invece, una perdita eccessiva di liquidi può provocare un importante aumento della concentrazione di potassio, cloro e sodio.

    Alcune malattie cardiache, l’insufficienza renale e il diabete possono causare cambiamenti, anche importanti, nella concentrazione degli elettroliti. Anche l’assunzione di alcuni farmaci può causare un’alterazione dei valori degli elettroliti, ad esempio gli steroidi anabolizzanti, i corticosteroidi, i lassativi, i calmanti della tosse e i contraccettivi orali. Poiché variazioni nel livello degli elettroliti possono essere causate da diverse malattie o disturbi, è sempre opportuno consultare il proprio medico curante e, qualora necessario, lo specialista per la lettura e interpretazione dei risultati.

    Fonte: issalute.it

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