• 22 GEN 18
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    Diagnosi fatte a naso

    Diagnosi fatte a naso

    Alcune malattie sono accompagnate da odori precisi, aromi gradevoli, ma anche piuttosto sgradevoli. Per questo motivo, anche il naso può aiutare i medici a orientarsi nell’individuare le cause delle sofferenze dei loro pazienti.

    Profumo di pane

    L’olfatto del medico è anche un fenomenale strumento diagnostico. Esistono infatti condizioni patologiche che si riconoscono proprio dall’odore. La sensazione di trovarsi vicini a un forno che confeziona panini si può avere quando si incontra una persona con febbre tifoide, infezione è dovuta a particolari ceppi di salmonella e provoca disturbi a carico dell’apparato digerente, in particolare dolori addominali e diarrea. Il trattamento si basa sulla reidratazione e su antibiotici mirati. La vaccinazione viene consigliata ai viaggiatori che dovranno soggiornare a lungo in aree rurali a stretto contatto con le popolazioni locali. Ovviamente a fianco della vaccinazione occorre continuare a seguire le norme igieniche.

    Odore di mele

    Il classico odore della frutta che viene mantenuta fuori dal frigorifero e inizia a marcire caratterizza l’alito di chi va incontro a una complicazione del diabete, la chetoacidosi, legata alla presenza di particolari composti (corpi chetonici) nel sangue e dipende dalla carenza di insulina e dal conseguente eccesso di glucagone, l’ormone del pancreas che tende a far innalzare la glicemia. A rischio sono soprattutto le persone con diabete di tipo 1. Il classico odore è la conseguenza di una serie di reazioni dell’organismo, che in condizioni di digiuno e di eccesso di glucagone con carenza di insulina risponde attraverso una reazione che porta alla formazione dei corpi chetonici e all’acidosi metabolica. In queste situazioni la glicemia e la glicosuria (glucosio nelle urine) possono raggiungere valori particolarmente elevati.

    Aroma dolciastro

    L’odore dolciastro si può correlate alla difterite, malattia che si può prevenire con la vaccinazione. È una patologia infettiva provocata dai ceppi del batterio Corynebacterium diphtheriae che producono una tossina in grado di inibire le funzioni cellulari e in particolare quelle delle cellule del cuore, del rene e del sistema nervoso. Il contagio può avvenire direttamente con un malato o un portatore o, più raramente, per contatto indiretto mediante oggetti contaminati. La malattia coinvolge quasi ogni membrana mucosa. Le complicanze interessano il sistema respiratorio (ostruzione delle vie aeree), il cuore (miocardite), i reni (insufficienza renale) e il sistema nervoso (neuropatia periferica).

    «Aria» di macelleria

    Avete mai provato a entrare in una macelleria poco dopo l’arrivo della merce per la vendita? Un odore simile si può provare anche al cospetto di una persona che ha contratto la febbre gialla, infezione causata da un Flavivirus. La patologia, trasmessa attraverso la puntura di zanzare Aedes, è endemica nelle aree tropicali dell’Africa, del Centro e del Sud America. L’infezione può determinare sintomi più o meno gravi, risultando a volta anche mortale, e in certi casi provoca una colorazione giallastra della pelle (ittero) da cui trae il nome. L’infezione è prevenibile grazie alla vaccinazione.

    Aroma di birra

    L’odore che emana la birra rimasta a lungo in un bicchiere riproduce quanto i medici di un tempo percepivano visitando i pazienti colpiti dalla scrofola, una delle complicazioni più comuni dell’infezione da micobatteri. In pratica il germe, attraverso il circolo linfatico, arrivava fino ai linfonodi del collo, inducendo una reazione potente e quindi un forte rigonfiamento delle ghiandole. Molto comune nel Regno Unito e in Francia in epoca medioevale, la scrofola è oggi rarissima e si può osservare solamente in pazienti con gravissimi quadri di depressione del sistema immunitario o in stato di malnutrizione avanzata. Il trattamento si basa sull’impiego di antibiotici.

    Fonte: corriere.it

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