• 01 NOV 17
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    Diabete e donne, protagoniste del cambiamento

    Diabete e donne, protagoniste del cambiamento

    Sono due milioni le donne italiane che convivono con il diabete, ma il gender gap del trattamento non le risparmia come dimostrano anche gli ultimi dati del rapporto ARNO (SID-Cineca). Ma lungi dall’essere solo vittime di questa condizione le donne possono essere un drive importante di cambiamento, facendo adottare a tutta la famiglia un sano stile di vita, a tavola e con l’attività fisica

    La Società Italiana di Diabetologia (Sid) e la Fondazione Diabete Ricerca onlus scendono in campo per dichiarare guerra a questa condizione e cercare di frenare lo tsunami diabete (le 200 donne che vivono col diabete nel mondo oggi sono destinate a diventare 313 milioni entro il 2040) facendo conoscere a tutti il suo vero volto, che è tutt’altro che dolce, soprattutto con il sesso femminile, protagonista della giornata mondiale 2017.

    L’altra faccia dello zucchero

    Il diabete non è tenero con le donne, visto che ne porta a morte 2,1 milioni ogni anno, collocandosi così al nono posto tra le principali cause di morte nel mondo. Le complicanze di questa condizione, anche se con qualche differenza, sono le stesse che per gli uomini: rischio di perdere la vista per la retinopatia, di amputazioni, di andare in dialisi per l’insufficienza renale, di morire per un infarto o per un ictus.
    Ma nelle donne il diabete può rendere difficile anche concepire un figlio (2 donne su 5 di quelle con il diabete sono in età riproduttiva, ricorda l’International Diabetes Foundation) e una gravidanza su 10 nel nostro Paese è insidiata dal diabete

    Il gender gap, penalizzante per le donne nella cura di tutte le malattie, è presente anche nel diabete come rivelano idati dell’ultimo report ARNO-diabete, realizzato dalla SID in collaborazione con CINECA. Per le donne con diabete si spende meno che per i maschi, sia per i farmaci, che per le visite che per i ricoveri.

    Le conseguenze del diabete continuano ad essere sottostimate

    Per questo è importante fare awareness con iniziative e linguaggi in grado di raggiungere tutte le fasce della popolazione. La Sid in collaborazione con Federfarma lo farà nelle farmacie d’Italia, che offriranno uno screening gratuito del diabete nella settimana a cavallo della giornata mondiale. Si prevede che nella settimana dal 14 al 20 novembre verranno effettuate 380.000 misurazioni della glicemia con il glucometro e saranno distribuite 760.000 cartoline educazionali.

    Le donne non sono solo vittime del diabete

    “L’unico vero modo di arrestare il dilagare del diabete di tipo 2 – afferma il professor Enzo Bonora, presidente della Fondazione Diabete Ricerca – è un impegno massiccio delle donne. Sono loro che si occupano dei pasti nella maggior parte delle famiglie, che possono far cambiare alcune abitudini diffusissime e poco salutari, che possono promuovere l’attività fisica dei propri figli e nipoti”. Le donne possono diventare infatti importanti strumenti di cambiamento a casa e nel lavoro. La percentuale dei camici rosa è destinata a prevalere sui maschi nel prossimo futuro e già molte professioni sanitarie sono in stragrande maggioranza appannaggio delle donne. Il 20% delle persone con diabete in Italia ha più di 80 anni e spesso dipende da care giver donne.

    Le donne con diabete insomma e quelle che non svilupperanno mai questa condizione possono diventare strumenti del cambiamento, indirizzando verso corretti stili di vita tutta la famiglia, imparando a conoscere e a far conoscere il vero volto del diabete, che è tutt’altro che ‘dolce’.

    Fonte: quotidianosanita.it

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