• 05 MAR 18
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    Cosa non fare quando ci prende la stanchezza

    Cosa non fare quando ci prende la stanchezza

    Oltre a guidare o usare macchinari potenzialmente pericolosi, ci sono altre azioni che andrebbero evitate quando la stanchezza ci assale e ci sentiamo davvero esausti.

    Allenarsi duramente

    Se la stanchezza è tale che non si riesce a mantenere la solita routine, allenarsi duramente è solo una perdita di tempo. «Meglio invece concentrarsi su un’attività cardio più leggera, come camminare o andare in bicicletta, che consente alle braccia di aiutare il movimento», suggerisce William Suggs, personal trainer e nutrizionista sportivo di New York, che raccomanda anche di evitare i pesi per non rischiare infortuni «perché la stanchezza rende più difficile la concentrazione, aumentando così il rischio di farsi male, soprattutto alla schiena».

    Buttarsi sui caffè

    Buttarsi sul caffé per scacciare la stanchezza potrebbe sembrare la soluzione migliore, ma non appena l’effetto della caffeina sarà svanito, ci si sentirà ancora più sfiniti, senza contare che la stessa caffeina ha un’emivita di cinque ore, il che significa che cinque ore più tardi, circa la metà di quello che si è ingerito resta in circolo nell’organismo, rischiando così di compromettere la qualità del sonno notturno.

    Discutere con il partner

    Come ha scoperto una ricerca dell’Università di Berkeley e della Harvard Medical School, la mancanza di sonno rende più difficile controllare le emozioni: il che spiega perché un banale disaccordo può degenerare rapidamente quando si è stanchi. Non bastasse, un secondo studio, sempre dell’Università di Berkeley, ha dimostrato che la stanchezza peggiora anche la capacità d’interpretare le espressioni facciali, aumentando così le probabilità di fraintendere le intenzioni del partner.

    Fare un pisolino

    Un pisolino sarebbe anche una buona idea, a patto di farlo nel modo giusto: «Dormire troppo a lungo o troppo tardi durante il giorno può rendere più difficile poi addormentarsi la notte – spiega Daniel Barone, un esperto del Center for Sleep Medicine al New York Presbyterian Hospital – e così il mattino dopo ci si sentirà ancora più stanchi». La soluzione ideale? Un pisolino di 20-30 minuti, da fare il prima possibile nella giornata.

    Pensare di darsi energia con cibi ipercalorici

    Diversi studi dimostrano che in un cervello privato del sonno le regioni che controllano la capacità decisionale si riducono, mentre quelle legate al desiderio si ampliano, portando così l’individuo a preferire cibi ipercalorici. Ecco perché in questi casi sarebbe opportuno stare lontani dai cibi ipercalorici, grassi e poco salutari.

    Affrontare un progetto importante al lavoro

    Quando la stanchezza incombe, meglio rimandare le questioni lavorative importanti. Uno studio della Duke University Medical Center ha infatti evidenziato che gli adulti in debito di sonno avevano maggiori probabilità di percepire qualcosa di positivo e meno invece di riconoscere un risultato negativo. In altre parole, una decisione presa da stanchi potrebbe non sembrare poi così buona una volta che si è tornati freschi e riposati.

    Cambiare la normale routine del sonno

    Sentendosi più stanchi del solito, può venire voglia di andare a letto prima del solito o di ritardare la sveglia il mattino dopo, ma è meglio resistere a entrambi gli impulsi, perché abbandonare la consueta routine può scombinare il ciclo sonno-veglia, peggiorando la qualità del riposo. «L’ideale sarebbe cercare di dormire sempre dalle sette alle otto ore per notte, anche quando si è stanchi», suggerisce ancora il dottor Barone.

    Valutare da soli il proprio livello di stanchezza

    La mancanza di sonno rende più difficile valutare l’effettivo grado di stanchezza, spingendo le persone a continuare un determinato lavoro perché convinte di essere ancora in condizione di farlo e, di conseguenza, a sbagliare di più. «Non bisogna cercare di quantificare la stanchezza – dice ancora Barone – perché il dato di fatto è che si è stanchi, quindi è bene rimandare qualsiasi decisione o compito a quando si riuscirà a pensare con maggiore chiarezza».

    Andare sui social media

    Si potrebbe pensare che navigare su Facebook sia un’attività del tutto rilassante e piacevole, adatta ai momenti in cui ci si sente già spossati e impigriti, ma è bene non cadere nella trappola. Prima di tutto, perché quando si è stanchi la capacità di giudizio e di autocontrollo potrebbe non essere al massimo, quindi il rischio di pubblicare qualcosa di cui in seguito ci si pentirebbe è assai elevato. Inoltre la luce blu proveniente dagli schermi dello smartphone o del tablet può influenzare negativamente il cervello, tenendolo sveglio più a lungo nonostante abbia bisogno di riposo.

    Bere alcolici

    L’idea che un bicchiere di vino aiuti a conciliare il sonno è quanto di più sbagliato ci sia. È stato infatti dimostrato che bere alcolici prima di andare a letto può compromettere la fase di sonno REM (ovvero quella più profonda) e addirittura anticipare il risveglio mattutino o tenere desti durante la notte. Se si ha intenzione di bere alcolici (comunque non superando le dosi consigliate), l’ideale sarebbe di non farlo nelle tre ore precedenti il momento di coricarsi, così da non interferire con la qualità del riposo notturno.

    Fonte: corriere.it

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