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    Cosa non fare prima di un prelievo di sangue

    Cosa non fare prima di un prelievo di sangue

    Il monitoraggio delle condizioni di salute non può prescindere dai test di laboratorio eseguiti su campioni ematici del paziente. Quindi, prima o poi, tutti sperimenteranno l’esperienza di un prelievo di sangue. Ma non tutti sanno davvero come prepararsi a quest’esame.

    Perché fare gli esami del sangue con cadenza regolare

    Sono tante le condizioni che potrebbero richiedere la valutazione dei test di laboratorio. In particolare, il medico può prescrivere un prelievo di sangue per:

    • Confermare o escludere la diagnosi di una specifica malattia metabolica, come il dosaggio della glicemia per il diabete, oppure infettiva ad esempio il test HIV per l’AIDS.
    • Stabilire uno stato di rischio, ad esempio controllando i livelli di colesterolo per valutare il rischio di malattie cardiovascolari.
    • Indagare la protezione dell’individuo nei confronti di alcune malattie infettive, come stabilire il dosaggio degli anticorpi anti-rosolia nelle donne prima della gravidanza.
    • Studiare la trasmissione all’interno della famiglia di una malattia ereditaria, con un test morfologico, ad esempio l’emocromo per l’anemia mediterranea, oppure con un test genetico per l’emocromatosi o fibrosi cistica.
    • Monitorare una terapia farmacologica, sia direttamente attraverso il dosaggio del farmaco stesso, sia indirettamente, valutandone la sua azione nell’organismo.

    Prelievo di sangue, digiuno e non solo

    La maggior parte degli esami del sangue richiede il digiuno prima del test, per assicurarsi che i risultati siano accurati.
    Le vitamine, i minerali, i grassi, i carboidrati e le proteine che costituiscono tutti i cibi e le bevande, infatti, possono  influire sui risultati, interferendo con con gli esiti finali.

    Ma ci sono anche altre raccomandazioni su come prepararsi per l’analisi del sangue

    • Si raccomanda di non mangiare 8-12 ore prima di un esame del sangue. È importante ricordare che anche un succo, tè e caffè, specialmente se dolcificati, vengono considerati alimenti.

    • Si può bere solo acqua.

    • 1-2 giorni prima del test si raccomanda di mangiare meno grassi e cibi fritti ed evitare l’alcol.

    • Non fumare per un’ora prima della prova.

    • I livelli di enzimi e ormoni potrebbero variare in diversi momenti della giornata, quindi questi test dovrebbero essere eseguiti prima delle 10 del mattino.

    • Si raccomanda di evitare lo sport e lo stress prima dell’analisi del sangue, di calmarsi e riposare per almeno 10-15 minuti.

    • Se bisogna monitorare l’efficacia di un nuovo trattamento tramite esami del sangue, le indagini vanno eseguite non prima di 10-14 giorni dall’inizio del farmaco per dare il tempo a quest’ultimo di determinare un effetto.

    • Non è raccomandato eseguire esami del sangue dopo esami di tipo ecografico, massaggi, riflessoterapia o fisioterapia.

    • I risultati dei test ormonali femminili sono influenzati da fattori fisiologici legati al ciclo mestruale, pertanto, durante la preparazione per un test dell’ormone sessuale, è necessario indicare la fase del ciclo e ascoltare le raccomandazioni del medico su quale giorno del ciclo è meglio per eseguire i test.

    • Prima di eseguire un test dell’ormone dello stress (ACTH, cortisolo, prolattina, ecc.) è importante calmarsi, ignorare i fattori collaterali durante la procedura e rilassarsi perché lo stress aumenta il livello di questi ormoni nel sangue.

    • Quando si eseguono test per diagnosticare delle infezioni, è necessario tenere conto della fase dello sviluppo dell’infezione e dello stato di immunità. Un risultato negativo del test non indica necessariamente che non ci sia infezione perché bisogna dare tempo al sistema immunitario di formare le difese specifiche. Se i risultati dei test di laboratorio causano dubbi, è opportuno ripeterli dopo 3-5 giorni. È meglio eseguire test anticorpali, per un’infezione, 10-14 giorni dopo l’insorgenza della malattia, quando la produzione di anticorpi è più attiva.

    Fonte: pazienti.it

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