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    Come funziona la donazione del midollo osseo?

    Come funziona la donazione del midollo osseo?

    La donazione di midollo osseo è un gesto generoso che può davvero fare la differenza per chi si trova nella drammatica situazione di dover affrontare alcune gravi malattie del sangue o malattie tumorali come la leucemia o l’anemia aplastica. Un gesto che, anche grazie a frequenti e costanti campagne di sensibilizzazione e ai progressi delle tecniche di donazione, sta diventando più frequente.

    Secondo i dati dell’IBMDR (cioè il Registro italiano donatori midollo osseo, che dal 1989 raccoglie in un “albo” i cittadini che si rendono disponibili alla donazione) nel 2017 ci sono state 392.873 nuove registrazioni, 840 trapianti da non familiare eseguiti in Italia e ben 95 casi di midollo osseo donato da un cittadino italiano, ed esportato all’estero per aiutare un malato in un altro Paese. Davanti alla possibilità di compiere un gesto di generosità anche i più motivati hanno però bisogno di chiarirsi le idee su cosa questo comporti.

    Donazione di midollo osseo: come funziona?

    In Italia la donazione di midollo osseo è regolata dalla legge 6 marzo 2001, n. 52, intitolata “Riconoscimento del Registro nazionale italiano dei donatori di midollo osseo”. Con questa normativa infatti il legislatore riconosceva l’IBMDR attivo già da oltre un decennio e disciplinava la donazione di midollo osseo, riconoscendo alcuni importanti diritti ai donatori.

    Diritti e doveri del donatore

    Innanzitutto, la donazione è un atto totalmente volontario e gratuito. Per donare occorre essere maggiorenni, iscritti al Registro nazionale, essersi sottoposti presso una struttura abilitata a un prelievo di sangue periferico per la definizione del sistema genetico HLA. Inoltre il donatore ha il diritto e il dovere di mantenere l’anonimato nei confronti di terzi. In base alle esigenze del paziente ricevente e alla disponibilità del donatore, attualmente la donazione di midollo osseo può avvenire seguendo due metodi, con differenti livelli di invasività per il donatore e quindi un diverso decorso nei giorni a seguire.

    Il prelievo dal midollo osseo

    Si tratta del metodo più “tradizionale” e consiste nel prelevare il midollo osseo dalle creste iliache, ovvero la parte superiore delle ossa del bacino. Al donatore viene applicata un’anestesia generale o epidurale, e dunque l’intervento, della durata di circa 45 minuti, sarà totalmente indolore.
    Durante l’anestesia vengono praticate delle punture alle ossa del bacino con l’obiettivo di prelevare la quantità di midollo osseo necessaria, tenendo conto dell’età del soggetto e del suo peso. Il prelievo medio si aggira attorno ai 1000 cc. Dopo l’intervento, il donatore viene tenuto in osservazione tra le 12 e le 48 ore. Una volta dimesso, viene normalmente consigliato un riposo precauzionale di 4-5 giorni. Il donatore potrà avvertire un dolore alla zona del prelievo nelle ore immediatamente successive, che però normalmente al momento della dimissione sarà diventato un indolenzimento destinato a smorzarsi nel periodo di riposo precauzionale.

    Il prelievo da sangue periferico

    Si tratta di una modalità di donazione del midollo osseo di recente introduzione, effettuata più di frequente e in regime di day hospital. Nei 5 giorni precedenti, il donatore deve assumere un farmaco che stimola la crescita delle cellule staminali del midollo osseo e il loro passaggio nel sangue in circolazione.
    Il sangue del donatore viene prelevato da un braccio e passato all’interno di un apposito macchinario dotato di una centrifuga che separa e trattiene le cellule staminali. Il sangue filtrato viene poi immediatamente re-infuso nell’altro braccio del donatore. La componente utile viene invece isolata e raccolta in una sacca sterile, dove verrà conservata fino al momento dell’utilizzo. Si tratta di una procedura meno invasiva della precedente, ma della durata di circa quattro ore e che può dare leggeri sintomi collaterali come febbre lieve, cefalea, dolori ossei a causa della stimolazione del midollo e senso di affaticamento.

    Esistono dei rischi nella donazione di midollo osseo?

    Le procedure di donazione del midollo osseo non rientrano fra quelle rischiose. Nel metodo del prelievo “chirurgico”, i rischi sono quelli legati all’anestesia, mentre il dolore alla zona del bacino utilizzata per ricavare il midollo osseo passerà in breve tempo. Durante l’operazione, vengono trasfuse in media 2 unità di sangue prelevate dal donatore stesso circa una settimana prima, annullando così ogni rischio dovuto alla trasfusione. Nel giro di circa quattro settimane, il midollo prelevato viene reintegrato dall’organismo, tornando così allo stato originario.

    Per quanto riguarda il metodo del prelievo sanguigno, oltre ai piccoli sintomi di cui si è già detto, non ci sono altri rischi collegati: il farmaco per la stimolazione delle cellule staminali viene utilizzato da molti anni per le donazioni familiari e non ha registrato problemi a carico dei donatori.

    Quante donazioni è possibile fare?

    Dal punto di vista medico, vista la reintegrazione del midollo e il rientro del sangue entro parametri di normalità in tempi rapidi, un donatore potrebbe sottoporsi più di una volta alla procedura di donazione. Tuttavia, la legge italiana prevede che una nuova donazione possa essere disponibile solo per un familiare con il quale sussista compatibilità, mentre il donatore che si è già sottoposto alla procedura una volta in favore di un estraneo viene sospeso dal registro in modo da non renderlo ulteriormente disponibile per donazioni al di fuori del contesto familiare. Tuttavia, al donatore, che può liberamente scegliere di accettare anche in questo caso, può essere richiesta una seconda donazione per lo stesso paziente: molte malattie del sangue, specie quelle tumorali, possono essere vinte solo dopo una seconda somministrazione di cellule dello stesso fornitore.

    Come diventare donatori di midollo osseo

    Il candidato ideale a diventare donatore di midollo osseo ha tra i 18 e i 35 anni, deve pesare almeno 50 chilogrammi e godere di buona salute. Chi soffre di patologie cardiovascolari, respiratorie, del sistema nervoso centrale, neoplasie, disturbi della coagulazione del sangue e altre patologie dalle caratteristiche debilitanti, non potrà purtroppo diventare un donatore.

    Per chi soddisfa questi requisiti di base, il primo passo è recarsi presso un centro accreditato, senza bisogno dell’impegnativa del medico curante: qui, di norma dopo un colloquio con personale sanitario specializzato, l’aspirante donatore firma il consenso informato e accetta formalmente di iscriversi all’IBMDR. Viene poi sottoposto a un piccolo prelievo di sangue, con il quale si effettua la tipizzazione HLA, l’esame che stabilisce il grado di compatibilità tra donatore e paziente bisognoso di un trapianto di midollo. L’esame è totalmente gratuito.
    Il risultato del test viene poi inserito nell’archivio elettronico nazionale dell’IBMDR, assolutamente riservato e collegato a numerosi registri internazionali.

    Se viene riscontrata la compatibilità con un paziente

    Il donatore viene chiamato per un secondo prelievo di sangue utile ad approfondire il livello di compatibilità (indagine di secondo livello). In caso di conferma positiva, e se il centro trapianti che segue il paziente lo richiede, il donatore viene sottoposto a un ulteriore prelievo, da spedire al centro trapianti per ulteriori indagini (dette di terzo livello), e a una visita medica. Se la visita dichiara il soggetto idoneo, e il centro trapianti lo giudica compatibile, viene fissata la data del trapianto.

    La donazione è un impegno morale

    Alla base del sistema della donazione di midollo osseo sta sicuramente la serietà del donatore stesso. La donazione di midollo osseo viene effettuata solo una volta verificata la compatibilità con chi attende il trapianto – evento che accade con 1 donatore su 100.000. L’impegno preso con l’iscrizione all’IBMDR, che rimane in vigore fino ai 55 anni di età, è però solamente morale, dal momento che, come già accennato, il donatore può ritirare anche all’ultimo momento la sua disponibilità. In questo caso bisogna però essere consapevoli delle serissime conseguenze del proprio gesto.

    Fonte: blogunisalute.it

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