• 03 AGO 16
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    Il caldo: un buon motivo per arrabbiarsi

    Il caldo: un buon motivo per arrabbiarsi

    L’afa estiva è un fattore di stress che gioca a sfavore dell’umore. Quando le persone hanno caldo, sono meno tolleranti e risultano frustrate, impulsive e più inclini ad arrabbiarsi.
    Il cervello è sensibile all’aumento di temperatura, al tasso di umidità e alle ore di esposizione alla luce. Questi tre fattori agiscono come un grilletto negli individui con un equilibrio fragile dal punto di vista psicologico-relazionale.
    Come tutti i fattori di stress, quindi, l’insofferenza al caldo estivo può manifestarsi, anche con comportamenti ostili ed aumento dell’aggressività.

    La ricerca
    La scienza da tempo si interroga per comprendere perché in alcuni Paesi si assista a episodi di violenza in modo maggiore che in altri. L’Università Vrije Universiteit di Amsterdam ha messo a punto un nuovo modello chiamato CLASH, acronimo di Climate, Aggression and Self Control in Humans (Clima, Aggressività e Auto Controllo negli Umani).

    I risultati di questa ricerca, pubblicati su Behavioral and Brain Sciences, sostengono che il clima sia uno dei fattori che scatena maggiormente l’aggressività.

    caminoI ricercatori dimostrano che vivere in una posto con grandi escursioni termiche e temperature basse rende le popolazioni che ci risiedono più attente al futuro e molto più inclini al self-control. È la teoria della cosiddetta strategia della vita lenta, che si oppone a quella della vita veloce, tipica dei posti che hanno scarse variazioni stagionali e temperature molto alte.

     

     

    Del resto il clima (come si legge anche nello studio) è una delle principali variabili che formano la cultura di una popolazione, da come si organizzano alle norme che condividono a come gli individui pensano e si comportano.

    Chi vive dove fa freddo programma ad esempio la raccolta della legna per il riscaldamento o i vestiti per non avere freddo, mette da parte i viveri. Il freddo poi elimina gran parte delle minacce, mentre chi vive nei climi caldi deve fronteggiare un maggior numero di animali pericolosi e di infezioni e la vita media è più bassa.

    Secondo il modello CLASH, la violenza colpisce soprattutto le popolazioni che vivono meno a lungo, che pianificano meno il futuro e che di conseguenza hanno meno self control.

    «Chi sente di avere poco tempo (sostiene Brad Bushman, coautore della ricerca ) fa anche più figli e li fa prima».

    I dati che legano la violenza al clima sono molto seri. Un’ analisi del 2013 ha analizzato 60 studi sulla relazione che esiste tra il clima e i conflitti umani e i ricercatori hanno scoperto che le alte temperature impennano del 14% l’aggressività tra le persone.

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