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    Il boom dei tumori oro-faringei

    Il boom dei tumori oro-faringei

    Un aumento del 250% in 10 anni per un totale di 1.900 persone colpite nel 2017. È il dato impressionante relativo all’incremento dei carcinomi oro-faringei, quelli che si formano nella parte posteriore della gola e coinvolgono le tonsille o la base della lingua. Fanno parte dei tumori della testa-collo che sono in forte aumento sia in Italia che nel resto d’Europa. Lo scorso anno si sono registrati, solo nel nostro Paese, 9.400 nuovi casi. I dati sono stati diffusi in occasione dell’apertura dell’ottavo Congresso Europeo delle Società di Oncologia Cervico-Facciale (ECHNO 2018).

    La vaccinazione contro l’HPV

    Come mai questo aumento così importante dei tumori testa-collo? Secondo gli esperti, i motivi vanno ricercati, oltre che negli stili di vita errati, anche nelle infezioni da HPV ai quali sono attribuibili il 50% dei casi in Europa. Per questo gli specialisti hanno lanciato in occasione del Congresso l’appello affinché tutti gli adolescenti del Vecchio Continente, sia maschi sia femmine, si sottopongano alla vaccinazione contro il Papilloma virus. Se effettuata in entrambi i generi, infatti, questa profilassi medica può ridurre drasticamente i contagi e quindi anche il rischio oncologico.

    I tumori testa-collo

    Quelli della testa e del collo rappresentano ormai il 20% di tutti i tumori maschili. Sono un insieme di malattie molto varie perché possono nascere dai diversi tessuti e organi di questo distretto. “Quindi si tratta di neoplasie della pelle, naso, orecchio, tiroide, ghiandole salivari, collo, cavo orale, faringe e laringe – afferma Giuseppe Spriano, presidente del Congresso ECHNO 2018 e primario di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Oncologica Cervico Facciale dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. A causa di questa complessità la cura e l’assistenza ai pazienti richiede per forza il coinvolgimento di molte figure professionali fin dalle fasi della diagnosi: patologi, radiologi, medici nucleari, radioterapisti, oncologi medici e chirurghi otorinolaringoiatri”.

    I fattori di rischio

    I tumori della testa e del collo nel 75% dei casi sono riconducibili all’abuso di alcol e al consumo di tabacco. Preoccupa in particolare il fumo che attualmente interessa il 26% dei cittadini europei. Il 59% di loro ha cercato di smettere tuttavia solo uno su cinque è riuscito effettivamente a perdere per sempre il vizio. Riuscire a diminuire il numero di tabagisti ridurrebbe anche le spese per i vari sistemi sanitari nazionali europei.

    Il consumo di alcol nel Vecchio Continente è invece diminuito negli ultimi 25 anni tuttavia, nello stesso periodo, i decessi attribuibili all’abuso sono aumentati del 4%. “Tra questi – sottolinea Spriano – ci sono anche le neoplasie del distretto cervico-facciale che nella comune percezione dei molti cittadini non sono riconducibili alle bevande alcoliche. Dobbiamo contrastare questi comportamenti pericolosi alla radice, intensificando le campagne informative rivolte ai giovanissimi”.

    Le innovazioni terapeutiche

    Il congresso di Roma riunisce i vari professionisti per discutere soprattutto delle principali innovazioni terapeutiche. “In campo chirurgico – prosegue Spriano – oggi grazie alla robotica possiamo eseguire interventi sempre meno “invasivi” e più rispettosi della integrità estetica e funzionale di questa delicata zona del corpo”. All’ECHNO 2018 di Roma molte sessioni sono interamente dedicate ai trattamenti medici a disposizione di specialisti e pazienti. “L’immunoterapia sta dimostrando di essere davvero efficace anche per i tumori della testa-collo – prosegue Spriano. Consiste nella somministrazione di farmaci in grado di consentire al nostro sistema immunitario di riconoscere le cellule tumorali e attaccarle, sbloccando l’attività di recettori che erano stati inibiti dal cancro.

    Le nuove frontiere della diagnosi

    Nella diagnostica invece la prossima frontiera da esplorare è rappresentata dal ruolo della cosiddetta biopsia liquida. Questo innovativo test permette di rintracciare dei marcatori come i microRna, piccolissime molecole, la cui assenza o ricomparsa può indicare la assenza o la recidiva della malattia”. Tuttavia, molta strada resta ancora da percorre soprattutto per quanto riguarda la prevenzione primaria che è fondamentale per vincere la battaglia contro il cancro.

    Fonte: repubblica.it

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