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    L’attività fisica è il primo farmaco per il cuore

    L’attività fisica è il primo farmaco per il cuore

    L’attività fisica fa bene in ogni fase della vita, ma praticarla per sei anni durante la mezza età basterebbe a ridurre di un terzo il rischio d’insufficienza cardiaca. Al contrario, ridurre al minimo l’esercizio fisico (o eliminarlo del tutto) potrebbe invece considerevolmente aumentare le probabilità di soffrire di problemi coronarici.

    L’attività fisica contro le patologie cardiovascolari

    A giungere a questa conclusione è stato un gruppo di ricercatori della John Hopkins University School of Medicine (Baltimore, Stati Uniti) al termine di uno studio condotto su 11.351 adulti con un’età media di 60 anni, monitorati ogni anno per 19 anni per registrare l’insorgenza di eventuali patologie cardiovascolari. Ogni 6 anni ai partecipanti era stato anche fatto compilare un questionario per valutare i loro livelli di attività fisica, classificati come scarsi, mediocri o aderenti alle linee guida raccomandate dall’American Heart Association.

    L’attività fisica è la prevenzione più efficace

    I risultati suggeriscono che svolgere regolarmente 150 minuti a settimana di attività fisica da moderata a vigorosa, come per esempio camminare a ritmo sostenuto o andare in bicicletta, durante la mezza età può essere sufficiente a ridurre del 31% il rischio d’insufficienza cardiaca. Passare da zero attività fisica ai livelli raccomandati nell’arco di sei anni, sempre durante la mezza età, potrebbe invece ridurre del 23% tale rischio. Il che significa che, grazie a un esercizio fisico moderato, si può ridurre il pericolo d’insufficienza cardiaca. Per questa condizione non esistono farmaci specifici, per prevenirla occorre quindi mettere in atto delle efficaci strategie a scopo precauzionale.

    L’attività fisica è un farmaco che fa bene a tutte le età

    Non è mai troppo tardi per cominciare ad avvalersi di quell’insostituibile “farmaco” che è l’attività fisica, che però, per essere veramente efficace, va correttamente dosata e, soprattutto nei soggetti anziani, personalizzata e adattata alle esigenze e ad eventuali patologie. Quanto allo studio, esso non è che l’ennesima conferma di quanto già ampiamente dimostrato sull’importanza dell’esercizio fisico anche in età matura nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e nel mantenimento di una buona salute generale. Del resto l’uomo ha il movimento nel suo Dna, per questo motivo, quando subentra la sedentarietà, è facile che insorgano delle patologie e questo vale anche per le persone in passato molto attive, come per esempio gli ex atleti di alto livello che, a distanza di pochi anni dalle fine dell’attività agonistica, tendono ad ammalarsi se diventano sedentari e adottano stili di vita scorretti.

    Fonte: corriere.it

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