INDICAZIONI SULL’ESAME
Sospetta infezione batterica.

CAMPIONE RICHIESTO
Prelievo di sangue.

PREPARAZIONE
Digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l’assunzione di una modica quantità di acqua.

VALORI DI RIFERIMENTO
0.00 – 0.50 mg/100 ml: assenza di processi infiammatori
0.50 – 1.00 mg/100 ml: possibilità di processo infiammatorio non acuto
1.00 – 10.00 mg/100 ml: processo infiammatorio acuto lieve o moderato
oltre 10.00 mg/100 ml: processo infiammatorio acuto ed esteso

TEMPI DI CONSEGNA

ULTERIORI INFORMAZIONI
La Proteina C reattiva è una proteina funzionalmente analoga alle immunoglobuline di classe G (IgG) dalle quali si differenzia per non essere specificamente rivolta verso un determinato antigene; è prodotta principalmente nel fegato in risposta a stimoli quali antigeni batterici e fungini e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. È necessario andare a rilevare la presenza di questa proteina quando si sospetta che ci sia un processo infiammatorio nel nostro corpo, che può essere provocato da una malattia sistemica, da un’infezione, o da disturbi a carico dal cuore. Nello specifico, alti livelli di proteina C reattiva (superiori a 3 mg/L) sono spesso collegati con la presenza di cardiopatie (anche nascoste), e disturbi a livello vascolare.
Ma sono soprattutto malattie infiammatorie autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico che possono essere rivelate da alti valori ematici di questa molecola. Altre patologie associate alla proteina C reattiva alta sono il diabete di tipo II (anche detto “degli adulti”, legato a obesità e uno stile di vita sedentario), la vasculite e le malattie del tessuto connettivo, della pelle e dei vasi sanguigni, forme tumorali, colite, morbo di Chron e infezioni intestinali, polmonite e tubercolosi.