INDICAZIONI SULL’ESAME
Approfondimento prognostico dell’Esofago di Barrett e monitoraggio delle terapia.

CAMPIONE RICHIESTO
Cellule esofagee

PREPARAZIONE
Il prelievo viene eseguito nel corso di un esofago-gastroscopia.

ULTERIORI INFORMAZIONI
Si parla di esofago di Barrett quando il normale tessuto che riveste questo condotto muscolare, situato tra la faringe e la bocca dello stomaco, viene sostituito con un epitelio simile a quello che tappezza internamente le pareti del duodeno (tratto iniziale dell’intestino tenue). Esofago di BarrettPer descrivere questa modifica cellulare i medici parlano semplicemente di “metaplasia dell’epitelio esofageo”. Affinché si possa parlare a tutti gli effetti di esofago di Barret, però, la metaplasia dev’essere evidenziata sia endoscopicamente (tramite un tubicino munito di telecamera fatto scendere lungo l’esofago), che istologicamente (prelevando per via endoscopica piccoli campioni tissutali da esaminare al microscopio ottico).
L’esofago di Barrett è una tipica complicanza del reflusso gastroesofageo. In seguito al rilassamento dello sfintere che separa virtualmente l’esofago dallo stomaco (chiamato cardias), la risalita del succo gastrico in esofago determina – a lungo andare – una modificazione dell’epitelio esofageo, che tenta, così, di difendersi dall’acido. Le cellule epiteliali assumono quindi caratteristiche molto simili a quelle gastriche o duodenali, caratterizzando la condizione nota come esofago di Barrett. Tale complicanza è considerata pre-cancerosa, poiché l’epitelio anomalo può andare incontro ad una incontrollata replicazione (cancro). Con la tecnica FISH è possibile identificare, nelle cellule esofagee prelevate durante l’esofagoscopia mediante spazzolamento (brushing) delle lesioni sospette, la presenza delle suddette aberrazioni geniche e quindi stimare il rischio di progressione dell’Esofago di Barrett.