INDICAZIONI SULL’ESAME
Iperossalurie primarie (deficit genetici enzimatici); iperossalurie secondarie da aumentato assorbimento intestinale (Crohn, celiachia, resezione ileale, insufficienza pancreatica); deficit Vit. B6; Esposizione professionale ad acido ossalico e a glicole etilenico.

CAMPIONE RICHIESTO
Raccolta delle urine delle 24 ore.

PREPARAZIONE
Per la raccolta si utilizza un recipiente contenente Acido Cloridrico da ritirarsi presso la nostra sede

ULTERIORI INFORMAZIONI
L’acido ossalico è un fattore presente in numerosi alimenti, fra cui spinaci, rabarbaro, cereali integrali e cavoli. Una volta ingerito si combina con diversi minerali (ferro, magnesio e soprattutto il calcio) formando dei sali, detti ossalati, che ne impediscono l’assorbimento. Per questa loro capacità di ridurre i minerali a disposizione dell’organismo, gli ossalati favoriscono l’instaurarsi di stati da carenza (osteoporosi, anemie ecc.). Combinandosi col calcio, l’acido ossalico dà origine all’ossalato di calcio, un sale insolubile che tende a precipitare sotto forma di cristalli e ad accumularsi nelle vie urinarie (calcoli renali). Quando queste formazioni dure e cristalline raggiungono dimensioni significative, insorgono disturbi come irritazione alle vie urinarie, ematuria (presenza di sangue nelle urine) e danni renali. Sono a rischio anche i lavoratori esposti a sostanze che lo contengono (detergenti, sbiancanti) e può ritrovarsi come metabolita dopo esposizione a glicole etilenico (antigelo). L’acido ossalico viene eliminato per via renale e tende facilmente a precipitare dando luogo, se in eccesso, a depositi di ossalato di calcio con nefropatia tubulo-interstiziale, nefroalcinosi, calcolosi renale.