• 20 MAR 17
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    Alla ricerca della felicità

    Alla ricerca della felicità

    giornata-mondiale-felicitàGruppi di ricerca di psicologi, ma anche di biochimici e genetisti, ogni anno si esercitano a cercarne le radici, o forse il suo segreto: anche quest’anno il 20 marzo si celebra in tutto il mondo la giornata della felicità voluta dall’Onu con una risoluzione del 28 giugno del 2012, per sancire questo obiettivo tra quelli da perseguire in tutte le nazioni.

    La chiave della felicità

    Raggiungere la felicità potrebbe essere in fin dei conti più facile di quanto si creda: risiede in attività semplici, creative e rilassanti come dipingere, scrivere poesie o canzoni, provare una nuova ricetta, lavorare a maglia o all’uncinetto, come dimostra uno studio dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, pubblicato recentemente sulla rivista The Journal of Positive Psychology.

    Un tempo per ogni cosa

    Le età ‘critiche’, quelle più stressanti della nostra vita, sono infatti tra i 20 e i 30 anni, poi mano a mano che si entra nella mezza età, ogni anno o decade che si aggiunge significa maggiore felicità, dice la ricerca della University of California San Diego School of Medicine, pubblicato su Journal of Clinical Psychiatry. L’età per la felicità è stata individuata dopo i 40 anni, nonostante gli acciacchi e il declino cognitivo.

    La gioia innata

    La scienza si chiede anche se la felicità sia innata, e i ricercatori coordinati da Meike Bartels e Philipp Koellinger, dell’Università di Vrije ad Amsterdam, hanno individuato tre varianti genetiche coinvolte nella felicità, di cui due legate ai sintomi della depressione e 11 punti del genoma correlati a nevrosi. Si tratterebbe quindi di una sorta di mappa dei geni – ospitata sulle prestigiose pagine della rivista scientifica Nature – che hanno un ruolo nella sensazione di benessere delle persone, ancora però tutto da esplorare e comprendere meglio.

    felicità-geneticaDi sicuro, però, ci sono ingredienti comuni per tutti, da cui non si può prescindere: il benessere fisico e psicologico, l’autostima, volersi bene e voler bene, quindi le amicizie e i rapporti personali, l’attitudine a ridere e a divertirsi.

    Un posto felice

    Ma la ”ricetta della felicità” andrebbe forse chiesta ai danesi perchè sono loro al primo posto del World happiness report 2016, mentre l’Italia è solo 50esima per il secondo anno consecutivo. Viene subito dopo Stati come Uzbekistan, Malesia e Nicaragua ed è tra i dieci Paesi con la maggiore diminuzione della felicita’ tra il 2005 e il 2015.
    E comprensibilmente i dieci paesi con il maggiore calo nella valutazione della vita, secondo lo studio, in genere soffrono di un insieme di tensioni economiche, politiche e sociali. Tre di questi paesi (Grecia, Italia e Spagna) sono tra i quattro paesi dell’Eurozona più colpiti dalla crisi.

    Guardando invece in testa alla classifica troviamo tutti paesi dell’Europa Centro-Settentrionale come la Svizzera (che passa al secondo posto dal primo dell’edizione 2015), l’Islanda, la Norvegia e la Finlandia. Seguono Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Restano invece fuori dalla top ten le grandi economie a partire dagli Stati Uniti (tredicesimi), la Germania (sedicesima), il Regno Unito (ventitreesimo) e la Francia (trentaduesima).

    Fonte: ansa.it

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