• 11 FEB 18
    • 0
    E-Lisa, l’algoritmo napoletano per la diagnosi delle fratture

    E-Lisa, l’algoritmo napoletano per la diagnosi delle fratture

    Nasce a Napoli l’algoritmo che permette la diagnosi automatica delle fratture e l’indicazione dell’approccio chirurgico più adatto al caso in esame. Lo ha ideato E-LISA, una start-up innovativa campana che ha concentrato la sua attenzione sulle fratture della spalla. L’algoritmo è frutto di un’approfondita ricerca scientifica che ha generato una nuova classificazione delle fratture dell’omero, la cui validità è stata consacrata dalla pubblicazione sulla rivista internazionale Journal of Shoulder and Elbow Surgery. Un successo che porta la chirurgia a fare un enorme passo in avanti grazie allo sviluppo delle più moderne tecnologie.

    Fare da spalla alla ricerca

    La ricerca scientifica svolta da E – LISA si concentra sul trauma alla spalla ed è stata sviluppata insieme a Raffaele Russo, primario di ortopedia dell’Ospedale Pellegrini di Napoli. «Siamo riusciti a creare un prodotto digitale di pianificazione dell’operazione chirurgica – spiega Fabrizio Fiorentino, co – founder della startup – Grazie allo studio scientifico e all’algoritmo che abbiamo realizzato, il servizio di pianificazione è in grado di fornire delle informazioni fondamentali sia al chirurgo, sia al radiologo prima di entrare in sala operatoria». La pianificazione preoperatoria permette di ottenere informazioni fondamentali che una semplice Tac, a volte, non riesce a dare. E – LISA invece propone un servizio di pianificazione tridimensionale con indicazioni precise sugli strumenti da usare, sulle dimensioni di viti e placche da impiantare, il posizionamento dei frammenti e la tipologia di frattura.

    Uno strumento in più per il medico

    L’algoritmo riconosce automaticamente l’indice di severità della frattura. «La Tac passa attraverso il nostro sistema – spiega Fiorentino – e indica al chirurgo l’entità del problema e come è meglio affrontarlo». Non si tratta di sostituire il medico ma semplicemente di dargli un valido strumento per affrontare più serenamente l’approccio al paziente e la risoluzione della sua frattura. Sono tre i servizi sviluppati da E – LISA: la pianificazione operatoria, la stampa 3D delle fratture e la realizzazione di guide chirurgiche in materiale biocompatibile.

    Studiare le fratture in 3D

    E – LISA prende le informazioni necessarie dalla Tac e le invia alla stampante 3D che riproduce fedelmente l’osso rotto. Una volta che l’oggetto è pronto e tangibile, il chirurgo e la sua equipe possono usarlo per esercitarsi prima dell’operazione e in più il paziente può vedere e toccare il problema, comprenderlo perfettamente e dare un consenso veramente informato a procedere. Poi c’è la guida chirurgica, uno strumento appositamente realizzato con stampa 3D. «Serve per effettuare dei tagli o fori in maniera estremamente precisa – dice Fiorentino – Si tratta di Osteotomia di precisione: il chirurgo non dovrà più andare a occhio nel momento in cui deve tagliare una parte ossea ma avrà una guida che indicherà alla lama dove operare. Questo significa, per esempio, un miglior impianto della protesi e la conseguente migliore mobilità per il paziente».

    Una soluzione già diffusa

    Dati i risultati positivi ottenuti durante i test, la start-up napoletana sta già erogando il servizio sul territorio nazionale in alcuni centri a Napoli, Roma e Bari e in ambito internazionale in Israele, Austria, Germania, Gran Bretagna e in Sud Africa.  La nuova soluzione sviluppata permetterà di ottenere una diagnosi più precisa e darà la possibilità ai chirurghi ortopedici di conoscere in anticipo molte informazioni fondamentali per condurre una chirurgia accurata in modo da affrontare interventi chirurgici estremamente complessi. In questo modo i pazienti potranno godere di un servizio migliore scongiurando il pericolo di una nuova operazione e le strutture potranno risparmiare tempo e denaro migliorando la qualità dei servizi offerti.

    Fonte: ilmattino.it

    Leave a reply →